Bruno Bertini
   
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URSINICLAUDIAdi Claudia Orsini - Presidente Etab.

La discussione, peraltro da me sollecitata, è sempre utile e costruttiva. Mi ero prefigurata dei suggerimenti privati, peraltro già arrivati e di sicura utilità, ma ben venga un dialogare pubblico, un pensiero di molti ad alta voce.

La linea da me delimitata, di concerto con il Consiglio di Amministrazione, vede con favore la possibilità di riaprire al pubblico l’accesso e, allo stesso tempo, è una linea di assoluto rigore nel senso già indicato, ossia di preservazione rigorosa del monumento e, allo stesso tempo, di stretta osservanza delle norme vigenti sia in materia di sicurezza, sia dei vincoli e delle disposizioni che la Soprintendenza vorrà predisporre, allorché si arriverà alla presentazione del progetto definitivo.

aielloultimodi Toni Aiello - Commissario Lega Todi.

“In questi giorni leggo con molta attenzione le affermazioni dei vari esponenti politici, sia di maggioranza, sia di opposizione sulla questione da noi sollevata relativa al Todi Festival – precisa il commissario cittadino Lega , Toni Aiello - Premesso che il partito democratico, o meglio quello che rimane del partito democratico visto non solo il risultato elettorale, ma anche le diversità che emergono quotidianamente in consiglio comunale, continua a recitare, peraltro anche male, un copione scritto peggio nel quale piace disquisire sui toni arroganti della Lega e sull’ipotetico cambio di leader da parte della maggioranza.
Lascio al PD questo gioco politichese, tipico del passato mentre noi continuiamo il nostro percorso accanto al popolo Tuderte. Basta parlare con i cittadini, basta vedere i dati delle vecchie gestioni del festival per comprendere chiaramente che è un target che non funziona più. Affermare tali concetti non è brutalità, ma avere a cuore il futuro della città; per questo i cittadini hanno scelto il centro destra, bocciando la coalizione di centro sinistra, dopo un solo mandato amministrativo.

frongiadi Paolo Frongia - Ex Presidente ETAB.

Leggo che il Consiglio di Amministrazione di Etab ha espresso parere favorevole, seppure con riserva, all’apertura al pubblico della “terrazza” del Tempio della Consolazione, a seguito di impellente richiesta di Popolo. Pur prendendo atto che, nel caso, saranno rispettate tutte le norme e le preventive autorizzazioni, il progetto in sé desta qualche preoccupazione visto che, in un passato non lontano, cose invereconde ( certo non imputabili al CdA in carica) sono state realizzate con la complicità di pochi e la disinformazione di molti.

Come giustificare l’esaltazione del kitsch di un costosissimo impianto luci che rischiò di trasformare la venerabile chiesa in una lanterna cinese? E le steli messe lì “un momentino, che poi tanto le togliamo subito”? E come dimenticare la tracotanza con la quale si è consumato un finto blitz deturpando l’interno del Tempio con quell’orrido e ipertrofico organo? Anche quella un’istallazione momentanea :”… ché poi lo spostamo, tanto c’ha le rote…”.

gentiliadi Alfonso Gentili.


Il decreto legislativo 155 del 7 settembre 2012 (Governo Monti, Guardasigilli Severino) contenente la nuova organizzazione dei Tribunali ordinari e delle Procure, ha trovato puntualmente concreta attuazione trascorsi dodici mesi dalla sua entrata in vigore e vale a dire dal 14 settembre 2013 durante il nuovo Governo Letta, avendo il Guardasigilli Cancellieri assunto una posizione contraria rispetto a due disegni legge d'iniziativa parlamentare presentati nel maggio 2013 e volti a differirne l'efficacia di altri dodici mesi.

barberingdi Graziano Barberini.

Penso che non sia male analizzare in profondità il senso ed il significato della resistenza e del 25 aprile, esaurita ormai la fase delle polemiche tuderti sulla ricorrenza , che francamente hanno avuto il sapore delle solite baruffe mediatiche tutte interne ad un ceto politico distante dai cittadini , i quali se ne sono altissimamente fregati di entrambe le celebrazioni, sia di quella cosiddetta “istituzionale” della giunta Ruggiano sia di quella definita “di parte” dell’ANPI, pure supportata da volenterosi “compagni” dei castelli romani in trasferta.

Renato Mannheimer ha di recente pubblicato un sondaggio secondo il quale il 35% degli italiani non sa neppure cosa si festeggi il 25 aprile, mentre il Presidente Mattarella ebbe a definire la Resistenza un “moto di popolo”. Ma come è possibile che un moto di popolo, e quindi basato sull’adesione delle masse, cada nel dimenticatoio e nel disinteresse generale?

rettimdi Manfredo Retti.

E così abbiamo assistito a una lezione di storia sul 25 aprile: data non da uno storico, ma da Ralph Shaw, il cui risentimento ( pur legittimo) sul rifiuto delle mongolfiere gli ha ispirato una reazione a catena che oggi investe la storia d’Italia. Dunque il 25 aprile non dovrebbero celebrarlo o contestarlo né gli antifascisti né i fascisti, semplicemente perché, secondo lui, “il fatto non sussiste”: di partigiani non c’è traccia, al massimo “quattro”, ma nemmeno del fascismo, perché costituito solo da potenziali traditori, addirittura “traditori di se stessi”

Dunque, a rigor di logica, cioè della sua logica, gli antifascisti di oggi dovrebbero tacere, in quanto eredi di voltagabbana, i fascisti di oggi altrettanto perché la cosa che rimpiangono non è mai esistita.

barberingdi Graziano Barberini.

Non ho mai apprezzato Matteo Renzi, né per la sua estetica, fatta di camicie bianche e di passo svelto e petto in fuori similduce ( ma l’originale, come sempre, era migliore della copia), né tantomeno per la sua etica da furbetto, fatta di “Enrico stai sereno” con annessa pugnalata alla schiena.

Rabbrividisco ancora per i suoi anglicismi da provincia, per le sue fake news e per il suo job act. In tempi migliori, si chiamavano cazzate e carta del lavoro, e poi statuto dei lavoratori. Anche da un punto di vista “ideologico”, se ancora si può usare un termine del secolo scorso, la miscela di La pira + Pannella, su cui faceva comunque premio un paraculismo fiorentino elargito in dosi generose, mi rendeva indigeribile la proposta renziana , resa ancora peggiore da un ottimismo di maniera, alla Silvio 2.0, per le magnifiche sorti e progressive che, immancabilmente, avrebbero caratterizzato il nostro radioso futuro.

Senza titolo 1Io, col Nero, mi interfaccio solo via Web e non so che faccia abbia, mi bastano i Suoi scritti, ponderati anche se di dx. E non so neanche che lavoro faccia. Il mio lo so: management economico di buon livello; il che mi consente di giocare in casa sul pesante argomento della ristrutturazione del Personale del Comune di Todi.

Preavvertita, proclamata a 360 gradi come la indipendenza della Catalogna, iperpromessa (e qui comizio canta) in campagna elettorale dal poi Vicesindaco Ruspolini, assieme ad altri amministrativi lavacri sacrificali di cui, peraltro, ancora non si ha notizia.

   
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