Nuova sanitaria
   
Bruno Bertini
   
FacebookTwitterGoogle BookmarksRSS Feed
Pin It
   
centro servizi
   

URSINICLAUDIAdi Claudia Orsini - Presidente Etab.

La discussione, peraltro da me sollecitata, è sempre utile e costruttiva. Mi ero prefigurata dei suggerimenti privati, peraltro già arrivati e di sicura utilità, ma ben venga un dialogare pubblico, un pensiero di molti ad alta voce.

La linea da me delimitata, di concerto con il Consiglio di Amministrazione, vede con favore la possibilità di riaprire al pubblico l’accesso e, allo stesso tempo, è una linea di assoluto rigore nel senso già indicato, ossia di preservazione rigorosa del monumento e, allo stesso tempo, di stretta osservanza delle norme vigenti sia in materia di sicurezza, sia dei vincoli e delle disposizioni che la Soprintendenza vorrà predisporre, allorché si arriverà alla presentazione del progetto definitivo.


In questo stretto sentiero si intende operare per assicurare la fruibilità per i cittadini di quello che, correttamente, il prof. Frongia ha riconosciuto essere un bene dell’ente che, però, ognuno di noi sente in fondo proprio.
Ribadito è, dunque, l’impegno ad individuare soluzioni tecniche per ridare accesso al monumento, come peraltro avviene per tanti importanti monumenti del passato, sia in Italia che all’esterno.
Rigore, sarà, la parola d’ordine per ogni iniziativa e, come dimostra il pubblico dibattito che si è voluto sollecitare, nessuna iniziativa estemporanea verrà presa, né alcuno ha mai anche solo pensato ad interventi diretti di modifica della struttura.
Per venire all’organo sito all’interno della Chiesa, chi scrive ha sempre espresso in termini chiari il proprio pensiero, condividendo per buona parte il giudizio severo espresso nella lettera aperta di chi mi ha preceduto alla guida dell’Ente.
L’organo, è noto, non è in proprietà di Etab-La Consolazione, ed altrettanto note sono le problematiche che si sono verificate allorché è stato collocato all’interno della Chiesa e le difficoltà non solo tecniche, ma anche economiche per spostarlo. Prova è che nel tempo l’organo è rimasto dove lo si era “momentaneamente” collocato e che l’attuale Consiglio di Amministrazione dovrà trovare una soluzione fino ad oggi rinviata.
Al di là del giudizio estetico, ciò che maggiormente preoccupa è che la sua massiccia struttura rende sostanzialmente inutilizzabile una delle porte di accesso della Chiesa, determinando una ulteriore e non certo meno rilevante problematica in materia di sicurezza per la cui soluzione, tuttavia, non potrà prescindersi da un sereno e costruttivo confronto con Mons. Vescovo, con il Parroco e, certamente, con i parrocchiani che hanno contribuito all’acquisto.

   
© ALLROUNDER