Bruno Bertini
   
FacebookTwitterGoogle BookmarksRSS Feed
Pin It
   
   

sarfatti


SABATO 31 agosto, ore 18, Sala del Consiglio, TODI


Un pamphlet biografico su un intrigante personaggio: intellettuale precocissima, fervente socialista e femminista, amica di personaggi come Guglielmo Marconi, Albert Einstein, la Regina Elena, divenuta la prima donna critico d'arte della storia, ma rimossa dalla storiografia perché ebbe "l'avventura" di essere una delle amanti di Benito Mussolini.

“Santini, P. C…. Saroni, Sergio”. Scorrendo l’indice dei nomi in moltissimi manuali e saggi d’arte contemporanea, questa è la situazione che mediamente si incontra: non c’è il nome di Margherita Sarfatti.

La prima donna al mondo ad affermarsi strutturalmente nel ruolo di critica d’arte, la teorizzatrice di una linea identitaria per l’arte italiana, l’ideatrice di un movimento oggi rivalutato come il Novecento Italiano, la promotrice del contemporaneo italiano sulla scena internazionale con decine di mostre in importanti capitali europee e americane, è stata per decenni rimossa dalla memoria e dalla storiografia.

Perché? Sulla sua figura ha pesato la storia personale, una lunga relazione intellettuale e poi amorosa con Benito Mussolini, la colposa imperdonabile condivisione di pagine tragiche del fascismo, che poi peraltro - lei di origini ebraiche - la costringerà all’esilio sudamericano.

Responsabilità pesanti, ma che non giustificano l’acritica ed aprioristica damnatio memoriae che ha colpito la Sarfatti - e molti degli artisti da lei sostenuti - fino ad anni molto recenti. Riflessioni che sono alla base di questo pamphlet biografico: che appoggiandosi a testimonianze ed a documenti spesso inediti, tenta di restituire la giusta dimensione ad una studiosa che quando giunge al fatidico incontro con l’uomo che ne segnerà i destini ha già costruita la sua solida identità di giornalista, scrittrice, teorica e critica d’arte, animatrice - con il suo salotto - della vita culturale prima di Milano poi di Roma.

MASSIMO MATTIOLI

Giornalista, scrittore, critico e curatore di mostre, da 25 anni lavora per riviste d’arte prima come redattore de Il Giornale dell’Arte, poi come caporedattore delle testate Exibart, poi Artribune, attualmente ArtsLife.

Ha curato il volume “Rigando dritto”, raccolta di scritti dell’artista Piero Dorazio, pubblicato nell’aprile 2005 dall’editore Silvia Editrice di Milano. Nel luglio 2005 ha curato, con Antonio Carlo Ponti e Massimo Duranti, la mostra “Omaggio a Piero Dorazio”, tenutasi presso la Chiesa di San Francesco di Corciano. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa.

Nel 2010 ha curato con Federico Sardella la mostra “Piero Dorazio a Todi, l’arte, la vita. Fotografie di Aurelio Amendola”, presso i Palazzi Comunali di Todi. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo.

Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra “Artsiders”, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Nel 2018 ha curato la mostra “De Prospectiva Pingendi. Nuovi scenari nella pittura italiana”, nelle due sedi di Palazzo del Popolo e Palazzo del Vignola, a Todi, la personale “Imago Murgantia. Lucio Perone”, presso l’Auditorium di San Bernardino di Morcone, e la mostra “Beverly Pepper tra Todi e il mondo” nel Palazzo del Popolo di Todi.

Nel 2019 ha curato la mostra “Beverly Pepper. Art in the Open”, collaterale ufficiale della Biennale Arti Visive di Venezia 2019, e la collettiva “Imago Murgantia. Emergenze artistiche”, presso l’Auditorium di San Bernardino di Morcone.

   
© ALLROUNDER