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Bruno Bertini
   
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CARERNESTSIMONIComunicato stampa Diocesi Orvieto Todi.

Lunedì 7 maggio 2018 Sua Em. Il Card. Ernest Simoni verrà a Collevalenza per visitare la Basilica e il Santuario dell’Amore Misericordioso e le opere annesse, primo santuario al mondo dedicato all’Amore Misericordioso e voluto dalla Beata Madre Speranza di Gesù.
Sarà accolto dal P. Aurelio Perez, Superiore Gen. dei Figli dell’Amore Misericordioso, dal P. Ireneo Martin Rettore del Santuario e dal vescovo emerito di Gubbio Mons. Mario Ceccobelli

Era la notte di Natale del 1963 – scrive Don Marcello Cruciani - quando la temibile polizia segreta del dittatore Enver Hoxha si presentò nella chiesa del villaggio per arrestare don Ernest Simoni.

Inizia così un lungo calvario per questo sacerdote ordinato clandestinamente il 7 aprile del 1956. Incarcerato e torturato, dopo un processo sommario fu condannato a morte, la pena venne commutata in 25 anni di prigionia ai lavori forzati in miniera. Dalle miniere, nel 1981, fu trasferito a lavorare nelle fogne di Scutari. In questo periodo, avendo una maggiore libertà di movimento esercitava il suo ministero clandestinamente.
Nel 1990, con il crollo del regime, per don Ernesto iniziò la libertà di poter esercitare la sua missione sacerdotale.

Quando la nostra Diocesi di Orvieto-Todi avviò la sua missione in Albania a Fusche Arrez, don Ernesto - incaricato dal Vescovo di Scutari - venne per un periodo ad abitare nella cittadina tra le montagne albanesi, per esercitarvi il suo servizio. E lì che l’abbiamo conosciuto tanti anni fa, sempre in movimento e pieno di zelo per la causa di Cristo.
Tanti ricordi abbiamo di lui – scrive ancora Don Marcello Cruciani - come quando durante le missioni popolari a Todi, intervenendo al teatro comunale, suscitò una grande attenzione con la sua testimonianza di fede. Ora a quasi 90 anni Papa Francesco lo ha nominato cardinale.

Nel pomeriggio di domenica 20 novembre, insieme a degli amici albanesi siamo andati a Roma nella chiesa di San Giovanni in piazza Malva, la chiesa nazionale albanese, per partecipare alla messa celebrata dal neo cardinale. È stato un momento molto bello, erano presenti l'arcivescovo di Scutari, l'ambasciatore d'Albania presso la Santa Sede. Don Ernesto era sempre lo stesso, sereno, umile, come quando celebrava in uno dei tanti villaggi d'Albania. Alla fine della messa ha benedetto i presenti con alcune reliquie dei 38 martiri albanesi, beatificati lo scorso 5 novembre, alcune reliquie appartenevano a dei martiri suoi compagni di prigionia.

Alla fine, l'ambasciatore Visar Zhiti ha ricordato quando anche lui giovanissimo, nel 1979, fu condannato a dieci anni di lavori forzati, e lì per la prima volta vide don Ernesto tutto intento a spazzare i tavoli della mensa del carcere mentre cercava di recuperare, con grande rischio, un po' di pane per i prigionieri più giovani e per i malati. “Ebbene - ha detto l'ambasciatore - in quel lager chi poteva immaginare questo giorno dove don Ernesto è cardinale e io ambasciatore d'Albania presso la Santa Sede”. Al termine di queste parole tutti abbiamo pensato a quello che ha detto la Madonna nel Magnificat: “Ha rovesciato i potenti dai troni ha innalzato gli umili”.

   
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