Bruno Bertini
   
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Teatro della Concordia


Brenci: “Ormai è attrattore turistico a livello regionale. Orgogliosi di questi risultati."


Ennesimo successo per il Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio, il settecentesco gioiello che nove famiglie nel 1808 vollero erigere per sugellare il grande prestigio voluto da Napoleone, che lo eresse a Capocantone del Trasimeno.

Da quel passato glorioso ne è passata di acqua sotto i ponti, ed anche il teatro, riaperto ormai da 25 anni assieme ai teatri storici umbri, rientranti nel progetto della Regione Umbria, ne ha fatta di strada come attrattore culturale!

Proprio quest’anno, Tripadvisor per il quinto anno consecutivo, in cui i visitatori con le loro recensioni, hanno riconosciuto il Teatro della Concordia con il massimo livello di eccellenza è arrivato il certificato di "Hall of Fame".

L'espressione inglese hall of fame (traducibile letteralmente con "salone della fama", in italiano talvolta "arca della gloria") è usata per indicare una lista di soggetti che si sono particolarmente distinti in uno specifico campo di attività, per esempio in uno sport o in un genere musicale.

Nella maggior parte dei casi la hall of fame si identifica con un museo o altro luogo dedicato, che conserva cimeli e memorabilia delle personalità che si sono distinte in un particolare settore (artistico, musicale, sportivo e così via) e sono state ammesse in quella determinata hall of fame.

Questo importante riconoscimento, spiega il Presidente della Società del Teatro della Concordia Edoardo Brenci, va condiviso con orgoglio con Tutte le sinergie, in particolare con i volontari del servizio accoglienza, che con passione e professionalità sanno coinvolgere i visitatori che scoprendo il teatro, ne apprezzano anche le bellezze e peculiarità del territorio.

Venticinque anni fa, quando il teatro riaprì le porte dopo quarantadue anni di chiusura, fu il concittadino Nello Latini, appassionata memoria storica, che accompagnava i primi visitatori che giungevano a Monte Castello senza conoscere l’esistenza del “Teatro più piccolo del mondo”. Egli sapeva affascinarli, emozionarli, toccare le corde del loro cuore, e tutto questo è testimoniato dalle tante frasi che al termine della visita lasciavano nel registro.

Ora i tempi sono cambiati, ma la genuinità, il senso civico, il valore del volontariato, sono rimasti gli stessi. Oggi, grazie all’impegno di chi si adopera per la promozione, il teatro è conosciuto praticamente in tutto il mondo. Dai dati che abbiamo la diffusione sui principali social è ormai a macchia di leopardo. “Il Teatro della Concordia è ormai attrattore turistico a livello regionale e siamo orgogliosi di questi risultati – afferma Edoardo Brenci – posizionandoci tra le 4 cose di interesse regionale nel portale TripAdvisor. E occorre continuare su questa strada, prendere per mano il visitatore ed offrirgli un servizio eccellente, capace di emozionarlo perché possa a sua volta promuoverlo, perché desideri tornare con i suoi amici in questi luoghi”.

di Simone Mazzi.

   
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