Bruno Bertini
   
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lemmonioboreo


Tifiamo anche noi affinchè si scongiuri la chiusura del punto nascita della Media Valle.


Dopo che tutte le forze politiche hanno ritenuto opportuno dire la loro, dopo che tutti, petto in dentro e pancia in fuori, si sono dichiarati pronti al martirio per salvare il punto nascita dell'Ospedale MVT, ci permettiamo anche noi di fare qualche considerazione.

Fa rabbia anche a noi che solo pochi anni fa siano state impiegate notevoli risorse pubbliche per costruire un contenitore che poi di poco è stato riempito.

Ci fa rabbia che sempre più spesso sia la Media Valle a fare le spese dei tagli ai servizi (e non solo nella sanità....).

Ci fa rabbia che le decisione importanti vengano sempre prese all'insaputa di chi poi sopporterà le conseguenze di tali scelte.

Siamo comunque anche sicuri che il 22 luglio non verrà chiuso proprio niente. Ed i sempre di cui sopra, avranno il tempo di attribuirsi il merito dello scongiurato il pericolo, di appuntarsi sul petto la medaglia al valore da mostrare con orgoglio durante l'ormai prossimo appuntamento. Ma non si risolverà il problema, si rimanderà.

Abbiamo memoria di quando qualcuno lavorava per la chiusura dei nosocomi di Marsciano e Todi e la realizzazione dell'ospedale unico comprensoriale. Tanto clamore, tante promesse.... poi tutto è andato come qualcuno ha voluto andasse, contro la volontà dei più, ma in nome dell'efficenza.

Non c'erano i numeri allora per mantenerli, pressappoco come ci dicono oggi. Anche se i numeri sono quasi sempre conseguenza della qualità dei servizi .

Noi eravamo contrari a come fu pensato l'Ospedale comprensoriale, non credevamo da allora che gli sarebbe stato concesso di avere un futuro e sembra che i fatti piano piano ci stiano dando ragione.....

Dicevamo comunque già da allora, che se tale scelta fosse stata portata a compimento, non ci sembrava logico puntare su una struttura "generalista" in un mondo che andava già da allora verso la "specializzazione".

Ritenevamo, sempre cercando di supplire con il buon senso alle competenze, che fosse più logico pensare ad una struttura sostenibile nel lungo periodo puntando sull'emergenza urgenza e sulla salvaguardia di una lungo-degenza in grado di allievare le difficoltà, anche logistiche, di chi era costretto a lunghi periodi di ricovero. Ed anche sul punto nascita.

Questo l'indispensabile per noi da tutelare. Poi la presenza di una, due, quante più possibili, specializzazioni, di riferimento anche sovraregionale. Allora noi dicemmo orteopedia e cardiologia, oggi si è proposto altro. Non sindachiamo.

Ma qualcuno allora fece scelte diverse. Non ne capivamo le ragioni , ma forse gli ultimi accadimenti un pò ci hanno chiarito.

Chiacchiere da bar dello sport? Ragionamenti da incompetenti i nostri? Forse.

Ma siamo convinti che la sanità umbra, il nostro fiore all'occhiello, vada profondamente ripensata.

Partendo dal ruolo dei medici di base sminuiti nella loro professionalità e sempre più relegati a compiti burocratici, al ruolo dei medici di continuità assistenziale ed a quello dei pronto soccorso.

E non ultimo ripensando il ruolo delle strutture ospedaliere presenti sul territorio anche per trovare una soluzione a quello che un acuto osservatore ha definito "turismo sanitario" che costringe molti a spostarsi per visite ed esami per porre, almeno in parte, rimedio ad inaccettabili liste di attesa.

Solo allora quelli che a breve ci mostreranno le medaglie conquistate in questa vittoriosa battaglia, avranno il diritto di farlo con orgoglio.

Comunque vogliamo anche noi che si riesca a scongiurare la chiusura del punto nascita della Media Valle, pur convinti che una battaglia, anche importante, vinta non determinerà l'esito della guerra.

di Lemmonio Boreo.

   
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