Nuova sanitaria
   
Bruno Bertini
   
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centro servizi
   

arpa
di Paolo Federici.

Qualche giorno fa alcuni cittadini si accorgono, per caso, che la centralina installata nel Quartiere Europa, per il monitoraggio dei fumi della fornace di Pontenaia, non c’è più. Alquanto perplessi, ma ancora fiduciosi nell’azione di tutela dell’ambiente e della salute svolta dagli Enti Pubblici a ciò preposti, avanzano l’ipotesi più ovvia ed auspicabile: che la centralina sia stata spostata in un altro punto, forse più vicino all’emissione dei fumi, per monitorare in modo più ampio e completo ed accumulare ulteriori e più significativi dati analitici. Ma la realtà, purtroppo, non è questa.

Alcuni cittadini più solerti si attivano contattando l’Arpa che conferma l’ipotesi peggiore: la centralina è stata definitivamente rimossa in quanto i dati registrati, nel corso dell’ultimo periodo di monitoraggio di circa 6 mesi, non destavano preoccupazione per la salute degli abitanti del Quartiere Europa, essendo sempre rimasti inferiori ai limiti massimi previsti dalle leggi vigenti per i vari inquinanti.


Non si negava, comunque, che si registravano ancora da parte dei cittadini segnalazioni di odori anomali nell’aria respirata.
L’ARPA , inoltre, precisa che a livello regionale è in corso di preparazione una relazione tecnica giustificativa della dismissione della centralina di monitoraggio che verrà poi in qualche modo diffusa per tranquillizzare i cittadini sull’incolumità della propria salute.
Tutta la vicenda, a mio parere, non è stata impostata e svolta in modo corretto sin dall’inizio dell’attività produttiva della fornace in quanto:
la centralina è stata installata solo dopo diversi anni dall’inizio dell’attività e solo a seguito di numerose lamentale e pressioni da parte dei cittadini che avvertivano odori acri ed irritanti;
si sarebbe dovuto monitorare una zona più ampia, comprendente anche punti più vicini e maggiormente esposti all’emissione dei fumi;
il monitoraggio degli “inquinanti” avrebbe dovuto procedere in modo permanente, in quanto nel tempo sarebbero potute intervenire modifiche nel ciclo produttivo riguardanti fasi di lavorazione, macchinari e materie prime impiegate capaci di alterare le emissioni;
i cittadini non sono stati mai informati in modo trasparente sui periodici e doverosi controlli effettuati in sito direttamente dall’ARPA;
i cittadini non hanno mai saputo se gli Enti preposti si siano attivati per correlare i dati rilevati dalla centralina con quelli epidemiologici e patologici( se esistono) relativi alla zona interessata dai fumi della fornace;
Nella malaugurata ipotesi che si evidenzi una significativa relazione tra i due dati, a prescindere se i cittadini continuino a percepire odori anomali nell’aria respirata, si dovrà necessariamente:
elaborare i dati e renderli trasparenti e accessibili a tutti
individuare a livello locale valori più restrittivi di concentrazione per gli inquinanti più pericolosi immessi nell’atmosfera e quindi introdurre nei fumi in uscita tecniche di abbattimento degli stessi fino al raggiungimento delle concentrazioni stabilite. Tali tecniche già esistono e sono state studiate per essere economicamente sostenibili dalle imprese del settore.

   
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