giovanni chiappalupi
   
   
Bruno Bertini
   
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christiancintiVenerdì 22 settembre alle ore 17:30 presso il convento francescano di Montesanto, a Todi, verrà presentato il volume: “Questa navicella sta entrando in orbita. Diario di bordo di una famiglia adottiva” per la collana Famiglie Spaziali (Tau Editrice, 2017).
Si tratta di novità editoriale in uscita in questi giorni. Il libro raccoglie le pagine più divertenti e scanzonate ma intrecciate di spiritualità del diario di bordo di un’astronave che viaggia per lo Spazio indomita, temeraria e stanchissima. La navicella spaziale in questione si chiama “famiglia” e gli autori raccontano come cercano di portarla in orbita nonostante le turbolenze e il tilt.
Nel diario sono contenute le cronache adottive transoceaniche intraprese per adottare i piccoli colombiani Miguel Angel e Moises David.
Con la Prefazione di Robert Cheaib, il libro interroga e commuove. “L’ho letto in una sera” e “Ho pianto ma mi sono divertito un sacco” sono i commenti più frequenti di chi l’ha letto in anteprima.
Riteniamo che si tratti di un’opera genuina, estemporanea ma per niente improvvisata.

GLI AUTORI
Christian Cinti e Michela Serangeli (1977 e 1981), coniugi, lavorano entrambi nel settore editoriale. Sono genitori di due bambini colombiani. Sono impegnati nel cammino di formazione spirituale presso il Convento Francescano di Montesanto (Todi) e portano avanti varie iniziative di evangelizzazione. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

LA COLLANA
Famiglie Spaziali è la nuova Collana di Tau Editrice dedicata al mondo dell’adozione. Con ciò si vuole promuovere la cultura e la bellezza della fecondità adottiva, non facendo teorie sentimentalistiche, bensì proponendo “manuali di sopravvivenza”, chiavi di lettura spirituali e psicologiche, ma soprattutto raccontando tante storie. Storie vere, narrate direttamente da chi vive sulla propria pelle questa avventura straordinaria, l’adozione, che conduce a riscoprirsi e a rinascere figli, mamme e papà. Riteniamo che le famiglie adottive (e affidatarie) siano spaziali perché chiamate ad intraprendere, ciascuna con la sua navicella, un viaggio fuori dal proprio mondo alla scoperta di universi lontani. Spaziali perché chiamate ad apprendere nuovi codici e a decodificare segnali apparentemente alieni. Spaziali perché l’ampiezza del loro viaggio è, a dir poco, galattica.

   
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