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benedettivalentinidi Domenico Benedetti Valentini - Controcorrente.

In democrazia quello che conta è l’opinione pubblica generale, il sentimento dominante, o la mitica volontà popolare se proprio vogliamo usare una parola solenne. D’accordo. Se non ne fossimo consapevoli, ricadremmo nell’errore della sinistra, che è sempre radical chic, possiede la verità illuministica e colpevolizza il popolo quando non vota e non opta come essa vorrebbe. Il problema è che l’opinione pubblica è ormai largamente influenzata e comunque portata a zonzo da demagogie verbali e d’immagine che la sagra della Dea Comunicazione le impone. Traduciamo in concreto.

Captando l’ondata di “antipolitica” che le deteriori condotte del ceto politico hanno suscitato, l’orgia comunicativa ci si è messa a fare il surf sopra e l’ha moltiplicata fino alle due inevitabili conseguenze: fuga degli elettori dalle urne e/o voto di sfogo sui movimenti dal linguaggio più esasperato e/o qualunquistico.

Il tutto favorito – e certo con grave fondamento – dalla crisi economica, con impoverimento sociale, tartassamento fiscale, dramma della disoccupazione, senza alcuna seria politica di reazione.

A questo punto, mentre dal fondo della pentola veniva bollendo l’allucinazione grillina, la Dea Comunicazione in cerca di una nuova vita post-comunista ci ha rifilato Matteo Renzi, con la sua presunta new age e ingredienti ideali: giovanilismo, rampantismo arrogante, rottamazionismo anti-casta, sinistrismo de-ideologizzato, fornicazione con i poteri forti sempre pronti all’affarismo, buonismo prepotente con retorica dei “diritti” a bocca piena di laici e preti “nuovi”. Sappiamo come è andata a finire. Adesso tutti si affrettano a calcare il tallone sulla testa di Renzi e la Dea Comunicazione ci intrattiene ogni sera su come liberarsi crozzianamente dal…….mostricciattolo fiorentino che è di ostacolo al “nuovo corso”!!!

Ma la Dea non ha perso tempo nel rifilarci nuovi modelli ideali. Il tutto-denti Di Maio, pettinatino a leccata-di-vacca, volto umano e istituzionale del grillismo, che è osannato quando proclama: “Siccome ho preso il 32%, o sono io capo del governo oppure è violata la volontà popolare” (frase di una violenza, se ci pensate bene, inaudita e che non avrebbero mai pronunciato neanche i ras democristiani o il Craxi nella massima autoinfatuazione). E che dice: “Si accodi a noi chi accetta il nostro programma”. Frase altrettanto violenta e anche truffaldina, se si pensa che nessuno ha capito qual è il programma Cinquestelle sulle cose importanti (immigrazione, investimenti, ambiente, Europa, moneta, ordine pubblico e sicurezza, sistema pensionistico, scolastico e sanitario, debito pubblico e decantati assegni a chi non lavora), sapendosi solo che getterebbe nelle fauci dell’antipolitica la confisca di qualche centinaio di vitalizi….

Però il figlio prediletto della Dea è già un altro: Roberto Fico, eletto Presidente della Camera, peraltro con accordo di scambio con Forza Italia (per questo l’inciucio è ammesso!). Roberto è molto “fico”, un bel giovanotto di cui non si conosce il mestiere nella vita, con barbetta millenial “macha” ma non troppo, ortodosso del grillismo che, pensate!, va a Roma in treno nella…….seconda classe (circondato dai fotografi, unitamente ai pendolari stanchi e, più che altro, ai subsahariani senza biglietto, anzi no questi ultimi salgono direttamente in prima, tanto gli costa lo stesso…..). Poi da Roma Termini aspetta 30-45 minuti, con studenti e commesse, che arrivi l’autobus e – sempre circondato dai preavvertiti flash fotografici – raggiunge Montecitorio col mezzo pubblico (ma qualche superortodosso già gli rimprovera che non è sceso nella metropolitana e una maliziosa collega ha rivelato che nel conto-rimborsi il fichissimo aveva messo finora una quantità di taxi che basterebbe a fare due o tre volte il periplo della Sicilia!). E pensate che non è salito al Quirinale in autoblu (gli autisti, da noi pagati, restano comunque in servizio nella rimessa dietro al Parlamento), bensì a piedi. Sì, beato popolo, a piedi: con trecento persone al seguito, altre trecento tra fotografi e reporters, altre cento mobilitate per il servizio di sicurezza (in macchina ne sarebbero bastate tre), per poter salutare lungo il tragitto turisti, impiegati in pausa caffè, vu’ cumpra’ e bimbi da baciare che manco Papa Bergoglio……Che belle foto per i rotocalchi, quant’è bravo, quant’è “nuovo”, buono quasi più di Fabrizio Frizzi, quant’è “democratico”, come renderà Casa del Popolo il Parlamento che fino adesso per entrare toccava pure lasciare un documento!

Domanda: quanto farà durare la Dea Comunicazione anche quest’altra ondata di stronzate? (Perché voi capite, sarebbe come convocassimo i fotografi quando, da uomini di governo in carica, ci recassimo alla parrocchia periferica a portare ai bimbi poveri i giochini dismessi dai nostri figli….una cosa disgustosa). Ma chiediamo scusa: i veri “stronzi” eravamo noi. Sì, noi che da parlamentari abbiamo sempre, necessariamente, fatto avanti e indietro nonché girato Roma pei Ministeri e le nostre città, per svolgere bene il mandato, con l’automobile (la nostra, non quella pubblica), guidata da noi stessi o dal fido amico che doverosamente compensavamo del nostro, perché come fai senza automobile quando porti tre faldoni di atti e documenti, due borse, due valigie, un rotolo di trecento manifesti, e non sai a che ora ripartiamo; e poi tornando ci fermiamo a Todi, Collazzone, Marsciano, oppure a Norcia, Sellano e Nocera Umbra, dico per esemplificare, e poi rientriamo a casa, mangiato un panino col prosciutto, verso le 3 del mattino…..niente di straordinario, ovviamente, o che meritasse fotografie; o quando necessario abbiamo preso il treno – è gratuito pei parlamentari – confessiamo la grave colpa, anche in prima classe, per avere un tavolino sul quale aprire un po’ di carte e, sfruttando le due ore in cui non guidi, studiarti gli atti della seduta cui stai puntualmente andando o preparare un’interpellanza per i cassaintegrati della Perugina o della Merloni o della “Pozzi”, o buttar giù un manifesto per i consiglieri comunali di Sangemini o di Trevi o di Narni o di Fabro o di Città della Pieve, dico per esemplificare, su un problema locale cui ti hanno interessato…..

Poveri stronzi d’altri tempi, sì, noi (gli stessi che, oltre a versare mensilmente e in molte “una tantum” i contributi al partito centrale, abbiamo speso fino all’ultima lira del percepito nelle attività politiche, specie quando eravamo l’unico rappresentante elettivo della nostra parte per l’intera regione, sembrandoci questo giusto e doveroso molto più che rinunciare esibizionisticamente a una piccola porzione dell’indennità e tenerci il resto ad uso personale), che da consiglieri regionali oggi ci sentiamo ricordare con sorriso di amici dai dipendenti regionali perché non ci chiudevamo nella saletta da pranzo dei consiglieri ma ce ne andavamo al self del personale col vassoio….forse perché volevamo fare i “democratici” dell’ipocrisia populista?

Ma non ci passava nemmeno per la testa, se fosse venuto un fotografo a immortalarci in fila al self service l’avremmo fanculato alla grande, quando la semplice verità era che in quell’oretta di break invece che continuare a rimestar politica coi colleghi, volevamo a pranzo parlare di Juventus con i commessi coi quali poi giocavamo sul campo di Scopoli o, meglio ancora, parlar d’altro con le più simpatiche delle impiegate!

E comunque, visto che per la Dea Comunicazione e per le sue degne figliole Immagine e Apparenza basta farsi riprendere in autobus per essere definito “un marziano che approda a Montecitorio” o per far dire che “si è veramente aperta un’epoca nuova”, mentre i veri problemi nazionali marciscono e lo Stato sembra sempre più nemico dei buoni cittadini, a questo punto che cosa possiamo dire a quegli italiani che dimostrano di credere a queste baggianate? Soltanto “Benvenuti, insieme a noi che già ne facciamo parte, nel club dei poveri stronzi!”.

Commenti   

#2 CarlandreaCaprossini 2018-04-05 14:17
Ignoro se l'estensore del post sia stato o meno riconfermato.
Tuttavia se gli italiani hanno preferito altre formazioni politiche (indipendentemente da quale sia il motivo) le colpe vanno in buona parte ricercate nelle azioni spesso nefaste della vecchia generazione politica
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#1 antonio rossi 2018-04-03 11:44
Qualunque argomentazione non giustifica parole volgari nel titolo. Mi fa meraviglia che la Redazione pubblichi roba simile.
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