Bruno Bertini
   
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todiperlafamigliaComunicato stampa Todi per la Famiglia.

Abbiamo letto con attenzione le prese di posizione, molto spesso indignate, che hanno accompagnato la riorganizzazione della macchina comunale operata dalla giunta Ruggiano in queste ultime settimane.

E vorremmo portare anche il nostro punto di vista per contribuire al dibattito. Mettendo in chiaro alcune cose che, forse sull’onda della polemica, sono passate in secondo piano o, in alcuni casi, sono state enfatizzate.
La pietra dello scandalo è senza dubbio il trasferimento della dottoressa Fabiola Bernardini dalla biblioteca all’ufficio urbanistica.

Trasferimento che, secondo la maggior parte delle chiavi di lettura, altro non sarebbe che una ritorsione nei confronti della stessa, da parte dell’amministrazione, per non avere adempiuto ad una particolare direttiva emanata dalla giunta alla fine dello scorso anno relativa alla collocazione di alcuni libri individuati come “sensibili”. Interpretazione questa che, a catena, ha suscitato illazioni, ribellioni e generato etichette che, a nostro modo di vedere, esulano dal contesto della vicenda.
La dottoressa Bernardini – rispetto alle cui preparazioni tecniche e professionali non abbiamo nulla da eccepire – nella pianta organica viene inquadrata come istruttore direttivo. Ed avrà sicuramente svolto un ottimo lavoro nella promozione delle attività del settore presso il quale ha operato. Perciò, proprio in virtù di questo, siamo convinti che riuscirà a fare altrettanto bene nei settori a cui verrà assegnata, portando competenze, capacità e abnegazione.
Vorremmo, a proposito, ricordare che la rotazione del personale amministrativo (introdotta come misura di prevenzione della corruzione dall’articolo 1, comma 5, lettera b della legge 190/2012) è sì dedicata ai “dipendenti chiamati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione” ma è altresì considerata come una “organizzativa preventiva finalizzata a limitare il consolidarsi di relazioni che possano alimentare dinamiche improprie nella gestione amministrativa, conseguenti alla permanenza nel tempo di determinati dipendenti nel medesimo ruolo o funzione”.
Riteniamo dunque che l’amministrazione abbia operato nel pieno delle sue funzioni avviando un processo di riorganizzazione che rispetta i criteri di legge, e quelli di autonomia all’ente, prevedendo lo spostamento del 20% dei dipendenti comunali. Auspichiamo che, nell’ottica di una sempre maggiore efficacia della macchina amministrativa – e come suggerito da Autorità nazionale anticorruzione e Corte dei conti – agli spostamenti si accompagnino adeguati percorsi formativi, così da consentire non solo agli uffici di funzionare al meglio, ma agli addetti di acquisire sempre più competenze in diversi ambiti.
Alle considerazioni tecniche, vorremmo però aggiungere qualche riflessione di carattere politico. Sottolineando che i toni usati per accompagnare il trasferimento della dottoressa Bernardini sono stati esagerati. Anzitutto, perché rispetto ad una analisi oggettiva sul provvedimento generale – 21 i dipendenti a cui è stata modificata la mansione, su un totale di 107 – si è concentrata l’attenzione su un caso isolato. Caricandolo di tensioni ingiustificate.

La dottoressa Bernardini non è stata “rimossa” ma semplicemente trasferita, nell’ambito di un percorso tra l’altro condiviso con le organizzazioni sindacali. Le è capitato, insomma, quello che oltre i confini del settore pubblico, succede quotidianamente a migliaia di lavoratori. Non è stato dunque leso alcun diritto acquisito né fatta alcuna forzatura. E’ stata, semmai, effettuata una scelta. Che potrà essere giudicata dai risultati che ad essa seguiranno.
E questo trasferimento non è stato operato per “ripicca” o perché la dottoressa Bernardini sarebbe stata “vista partecipare alle celebrazioni del 25 aprile” o ancora alla “festa delle famiglie arcobaleno”. Ognuno, nel proprio tempo libero, fa ciò che vuole. Crediamo che l’amministrazione, pur suscettibile ad errori, non operi animata da sensi di rivalsa quanto piuttosto dal desiderio di costruire una città che funziona. E ognuno potrebbe – e dovrebbe – portare il proprio contributo. Anche chi, magari, per anni ha studiato, letto e approfondito letteratura e filosofia e oggi si trova a dover fare i conti con planimetrie e calcoli. Magari proprio questa visione è quella che manca per costruire una città che funziona.
Evitiamo, infine, di commentare un appello che in queste ore sta circolando a sostegno della dottoressa Bernardini. Confuso, inesatto, volutamente in malafede, il testo fa un abile mix di pregiudizi e sentito dire, lasciando intendere chissà quali nefandezze e torture aberranti sarebbero in atto nella città di Todi. Parlando, tra l’altro, di cose che gli estensori del documento non hanno mai probabilmente conosciuto, rispetto alle quali – però – si lasciano andare a commenti sprezzanti. Prova di tanta superficialità è il fatto che, nonostante sia stato più volte ribadito il fatto che Todi per la famiglia sia una lista civica, si continua a dire che l’assessore Marta sia espressione del Popolo della famiglia. E che nella giunta di Todi ci sia un esponente di Casapound. Equivoci ad arte per distogliere lo sguardo dalla luna e fissarlo sul dito. Dimenticando però che due bugie, seppure ben dette e infiocchettate, non fanno mai una verità.

Commenti   

#11 antonio rossi 2018-06-28 20:43
@Redazione
La parola soppressa è i -m -b -e -c -i -l -l -i -t à, e stavolta l'algoritmo se la pija in quel servizio...ciao#
(P.s. migliorare l'algoritmo censorio, neppure nelle lettere dal confino di Ventotene i camerati addetti censuravano parole come questa a Sandro Pertini)
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#10 REDAZIONE 2018-06-28 19:01
Ciao Antonio,non ho potuto leggere neanch'io, perchè è arrivato già "censored" non so da chi.... A presto.
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#9 antonio rossi 2018-06-28 16:15
E nello scrivere ho omesso il verbo "hanno" proma di "imposto". Chiedo scusa.
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#8 Filippo Linotti 2018-06-28 15:25
Caro Antonio, riparto dalla tua ultima considerazione e dico: credo proprio di si. Non si spiegherebbe altrimenti cio' che e' successo ad Umbertide, comune tra i piu' rossi d'Italia, dove il nuovo consiglio comunale e' composto da 10 leghisti su 16.
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#7 antonio rossi 2018-06-28 14:50
C'era scritto "[censored]tà", che non è una parolaccia.
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#6 antonio rossi 2018-06-28 12:41
Caro Filippo, leggo ora l'articolo di Tamtam. A parte l'errore grammaticale ("avvallare" invece di avallare) non rilevo grosse novità -ah, dimenticavo la lista dei sottoscrittori, è vero - rispetto al proclama Omphalos sullo stesso argomento. Chi ha deciso il trasferimento ha messo entrambe le mani dentro un nido di vesponi arcobaleno incacxati, come prevedibile. Le posizioni sono nette e schierate sulle barricate dell'ultrasinistra degli anni 70, da rimpiangere tuttavia perché almeno lottava per diritto a studio lavoro casa e non rompeva i colleoni con argomenti risibili quali quelli usati nello scritto per infamare l'attuale dirigenza politica tuderte. Della quale tuttavia,come sai,non sono un sostenitore perché a mio giudizio d'impianto berlusconiano: ma insomma quando la calunnia, l'[censored]tà dell'intellighentzia intellettuale, la perfidia, la devianza elevata a regola morale universale, la monnezza subculturale da centri sociali, in una sola parola:il fior della mierda distillata del "pensiero sociale" che dieci anni di regime massoncomunista imposto a forza da poteri forti extra e sovranazionali alla nostra italietta rincoglionita da smartphones e media, viene sbandierata a sostegno d'un'impiegata della pubblica amministrazione, mi vien che ridere (come diceva il Buzzanco). Sì, perché tutta 'sta levata di scudi marròn e puzzolenti è assolutamente ridicola. Non hanno altri argomenti se non agitare spauracchi già obsoleti di fascisti inconsistenti ed inesistenti, cucinano un minestrone vomitevole coi soliti ingredienti gender anpi poveri cristi schiavi africani e compagnia cantante, invocando improbabili sollevazioni popolari contro una giunta il cui elemento di vera destra si occupa esclusivamente della manutenzione del verde pubblico. Sono ridicoli, patetici, sorpassati ed infami in primo luogo. Che tutto 'sto casino suscitato ad arte vada a risolversi in un boomerang? Ciao
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#5 Filippo Linotti 2018-06-28 09:07
Poi quando sempre su Tam Tam trovo le riflessioni di qualche esponente dell'"intellighenzia" nostrana che tira in ballo "la gravidanza della Vergine Maria", per dimostrare la sua solidarieta' a contanta dottoressa f.b., allora ho il quadro completo della situazione e mi associo a quello che ha detto il buon Fabrizio da Acqusparta. Anche perché se si ricorda bene, la dottoressa f.b. andava licenziata qualche anno fa, quando inveiva a mezzo "social" contro il suo datore di lavoro "pro-tempore" durante l'orario di lavoro utilizzando mezzi istituzionali. E pensare che fu proprio quel datore di lavoro a regolarizzargli il contratto. Bel katzo di lavoro hai fatto Antoni...
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#4 Filippo Linotti 2018-06-28 08:32
Io a differenza di Fabrizio, al quale va tutta la mia solidarieta', con frequento facebook, tuttavia ho trovato pubblicate le farneticazioni che cita, sul Tam-Tam. Essendo per l'appunto farneticazioni, gli ho dato l'importanza che meritavano, la cosa che pero' mi ha fatto pensare era che tra la moltitudine di firmatari ce n'erano giusto un paio di Todi ed un altro paio marscianesi, uno dei quali si e' sentito in dovere di rammentare di essere delegato FIOM (tanto per far capire che la cosa non era affatto strumentale). Io allora lancerei la campagna "IO STO CON TEOFOLI FABRIZIO".
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#3 CarlandreaCaprossini 2018-06-28 06:59
Caro Teofoli, premesso che sottoscrivo i suoi due post, la invito a non crucciarsi troppo degli atteggiamenti sinistri. Le persone intelligenti come noi dialogano e si confrontano, i sinistri sono di mentalità talmente ristretta che fanno come il Giopin, contadino della bassa bergamasca che non parlava con nessuno per paura di essere convinto.
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#2 antonio rossi 2018-06-27 22:49
Bravissimo Fabrizio, condivido tutto ma ti dico di fregartene perché non ne vale la pena. Si stanno facendo TANTO male da soli, e si dimostra continuamente. LA PACCHIA È FINITA!!!
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