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Bruno Bertini
   
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gentiliadi Alfonso Gentili.

Nell'elenco che segue sono raccolte sintetiche informazioni elettorali e politiche sui Sindaci della Città di Todi eletti dai cittadini a suffragio universale e diretto dopo la riforma della legge elettorale dei comuni di cui alla legge 81 del 25 marzo 1993 (Governo Amato).
Fino al 1993 il Sindaco era nominato dal Consiglio Comunale tra i suoi membri (D.P.R. n. 570 del 1960).
Con la riforma del '93 il Sindaco viene scelto per elezione diretta da parte dei cittadini contestualmente all'elezione del Consiglio comunale, originariamente per la durata di quattro anni diventata poi di cinque anni a decorrere, per il comune di Todi, dalle elezioni del 2002.

ELENCO SINDACI ELETTI DIRETTAMENTE:

1) DR. NULLI PERO OTTAVIO (Progressisti) - 26.06.1994 - 2° turno - 51,92% vs Avv. Alongi Carlo.
Coalizione e collegamenti ulteriori*: Progressisti, Unione Democratica Tuderte, Movimento Cristiano Lavoratori*.

2) DR.SSA MARINI CATIUSCIA (L'Ulivo) - 24.05.1998 - 1° turno - 53,93%.
Coalizione: L'Ulivo, Socialisti Democratici, Rifondazione Comunista.

3) DR.SSA MARINI CATIUSCIA (DS) - 26.05.2002 - 1° turno - 63,67%.
Coalizione:Democratici di Sinistra,SDI-Altri,DL. La Margherita, Rifondazione Comunista,LS. Di Pietro-Com. It.

4) AVV. RUGGIANO ANTONINO (AN) - 10.06.2007 - 2° turno - 58,59% vs Dr. Servoli Alessandro.
Coalizione: Alleanza Nazionale, Forza Italia, Unione di Centro, Fiamma Tricolore.

5) DR. ROSSINI CARLO (PD) - 20.05.2012 - 2° turno - 52,37% vs Avv. Ruggiano Antonino.
Coalizione: Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, I valori della Sinistra.

6) AVV. RUGGIANO ANTONINO (FI) - 25.06.2017 e in carica - 2° turno - 50,17% vs Dr. Rossini Carlo.
Coalizione e collegamenti ulteriori*: Forza Italia, Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, Todi per la Famiglia, Lega Nord*, Casapound Italia*.

Sarebbe anche opportuno ed utile realizzare e pubblicare sul sito internet istituzionale, a cura del Comune, un vero e proprio Albo dei Sindaci di Todi che si sono avvicendati nella guida del Comune a decorrere dall'Unità d'Italia (Regno d'Italia:1861-1946).

In tal caso l'Albo inizierebbe dal Sindaco, liberale e patriotta, conte Girolamo Dominici, ardente fautore dell'unità di un'Italia libera dal giogo dell'Austria, insieme allo storico e letterato L. Leoni, al poeta G. Cocchi ed altri, che nel settembre 1860, dopo la liberazione dell'Umbria dal dominio dello Stato Pontificio da parte delle truppe italiane, entrò nel Palazzo del Governatore (oggi dei Priori) e si fece restituire il potere comunale dall'alto funzionario papale.
In alternativa, o come primo stralcio del lavoro di ricerca e riscontro, l'Albo dei Sindaci potrebbe anche decorrere dalla ricostituzione, dopo l'avvenuta soppressione dell'ordinamento elettivo nel 1928, delle Amministrazioni comunali su base elettiva (D.Lgs.Lgt. n. 1 del 1946) (Repubblica Italiana: 1946-oggi) e, cioè, a Todi dalle elezioni comunali del 17 marzo 1946 e dai Sindaci Luigi Prosperi e Dott. Giovanni Quadri, magari ricomprendevi anche i Sindaci nominati dal Prefetto nei due anni precedenti in base all'ordinamento provvisorio dei comuni in attesa di poter indire le elezioni amministrative, approvato con R.D.L. n. 111 del 1944 e quindi, se non andiamo errati, dai Sindaci Fortunato Casei e Mazzini Mezzoprete.

Con l'Albo si metterebbe a disposizione della cittadinanza un importante documento della memoria e si riuscirebbe anche ad esprimere una forma di gratitudine ufficiale a chi, nel tempo, si è impegnato al servizio della comunità tuderte ricoprendo, in particolare, il difficile ruolo di primo cittadino.

L'Albo dei Sindaci andrebbe, in qualche modo, anche ad aggiungersi alla concessione ufficiale degli emblemi araldici, lo Stemma e il Gonfalone, ottenuti, su istanza dell'ex Sindaco Buconi, adeguatamente istruita e documentata dall'allora Direttore dell'Archivio storico comunale Comez, con Decreto del Presidente della Repubblica del 19 settembre 1994, a firma Oscar Luigi Scalfaro, con cui il Comune di Todi è stato anche insignito del titolo di Città che, per legge, può essere attribuito ai Comuni insigni per ricordi o monumenti, con popolazione agglomerata non inferiore a 10.000 abitanti e che abbiano convenientemente provveduto ad ogni pubblico servizio.

   
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