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VALENTINIFOTOdi Manuel Valentini - Capogruppo PD

Questo è il secondo anno consecutivo che nei giorni del Todi Festival vediamo gli spettatori andare via con delle buste bianche dove all’interno vengono conservati Prodotti d'eccellenza delle nostre imprese agricole. Si trovano vino, legumi, succhi di frutta, marmellate ecc. … .

Questi "doni" agli spettatori del Todi Festival sono figli di una progettazione nata da lontano, il cui obbiettivo era quello di valorizzare i prodotti del nostro territorio e con essi le imprese agricole che li producono. Nel 2016 come Amministrazione Comunale abbiamo deciso di partecipare al Bando del PSR 2014-2020 della Regione Umbria Misura 16.4.2 per le “Attività promozionali a raggio locale connesse allo sviluppo delle filiere corte e dei mercati locali”. La scelta si è dimostrata vincente in quanto il progetto è stato valutato positivamente ed in seguito, finanziato. Al quel bando parteciparono 53 comuni umbri e solo 12 furono finanziati, tra i quali Todi per un ammontare di 154.654,74 € in due anni.

Le imprese agricole del nostro territorio che aderirono furono 27. Rinnovo ancora oggi i ringraziamenti fatti l'anno passato, all’ufficio Comunale Commercio e Sviluppo Economico di Todi, che ha lavorato con l’Amministrazione di CentroSinistra portando a casa il risultato.
Questo progetto, totalmente finanziato dalla Regione Umbria, ha ottenuto importanti e positive risposte:
1- In un periodo in cui le difficoltà che si incontrano per mantenere aperte le aziende sono sempre maggiori, l'Amministrazione ha messo in atto un aiuto concreto verso le 27 imprese agricole locali che, nell’arco di due anni, si sono viste acquistare prodotti per un ammontare di 150 mila €;
2_ Con questo piccolo presente siamo riusciti a far conoscere prodotti d'eccellenza del nostro territorio non solo ai tuderti, ma anche a degli occasionali spettatori del Festival che finito lo spettacolo non avrebbero avuto occasione di conoscere le nostre piccole realtà agricole, produttrici di grandi prodotti;
3_ Si è riusciti valorizzare il nostro stile di vita, probabilmente il miglior biglietto da visita a nostra disposizione per attrarre un turismo ricercato, culturale ed enogastronomico.
Le imprese protagoniste del Progetto in questione si dicono soddisfatte, avendo ottenuto riscontri più che positivi. Da l’anno scorso moltissime sono state le persone, che dopo aver gustato i prodotti donati dopo gli spettacoli del Todi Festival, hanno ricontattato le aziende e acquistato altri prodotti!

Commenti   

#11 Filippo Linotti 2018-09-03 11:53
Fare le pulci e' l'essenza dei controlli, accompagnata si spera da una necessaria elasticita' mentale e buonsenso (cosa peraltro non comune). Nello specifico, in rete, ho trovato anche quello che cercavo. Mi rimangono dubbi, che non sono legati tanto al percettore (comune/produttori, che se vogliamo ha ottemperato in linea di massima alle richieste del bando, quanto alla gestione da parte dell'Istituzione che fa da tramite al finanziamento. Non posso mettere la mano sul fuoco che il Padrone (Commissione UE)possa considerare ortodossa la prassi messa in campo. Speriamo che non si intrufolino piu' di tanto. Io da parte mia, sono felice di non dover esprimere un parere "ufficiale". Un altro consiglio pero', rivolto al beneficiario: che venga utilizzata la totalita' dei campioni promozionali oggetto di finanziamento. Sarebbe bene che alla fine dell'evento non ci siano giacenze.
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#10 mpierdomenico 2018-09-02 17:37
Filippo io non sono in grado di valutare le procedure. In termini generali mi trova concorde sulla difficoltà (e non parlo dello specifico di cui non ne so nulla) di reperire documenti di trasparenza. Per lo stesso motivo ho postato in altro articolo, come sia utile conoscere anche la destinazione, gestione dei contributi più "piccoli" elargiti ad associazioni locali. Se tutte le forme di contributo fossero rese trasparenti, penso ne guadagnerebbero tutti, chi eroga e chi lavora bene. Se la nebulosità parte dalle piccole cose figuriamoci su quelle più corpose. Ho avuto a che fare con forme di contributo (quando ero segretario di una associazione) e poso dire che ci hanno fatto sempre le pulci....
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#9 Filippo Linotti 2018-09-02 10:01
Vede Pierdomenico il dubbio ( mio), è soprattutto procedurale, per questo avrei bisogno di conoscere altri elementi, dicasi atti ufficiali, per dirimerlo. Fortunatamente non mi occupo di questa misura, in pratica non se ne occupa nessuno in forma terza ed i risultati purtroppo si vedono. Si fidi, in Italia questo tipo di sovvenzioni spesso viene utilizzato giusto per non rimandarle al mittente, che poi però si accorge delle catzate fatte e ci stanga. Magari non sarà questo il caso, però qualcosa non mi torna. Un aspetto è proprio quello dell' entità del sostegno; ad occhio mi sembra un po troppo. Comunque do' un consiglio alle aziende: occhio alle etichette che apponete, perché poi le sanzioni sono pesanti un bel po'. Andate a Perugia all' ICQRF del MIPAAF che vi daranno le dritte, non fate di testa vostra o peggio seguendo interpretazioni di pseudo professionisti. Su un paio di prodotti ho notato criticità'; la cosa può sembrare di forma, ma le sanzioni poi sono di pura sostanza.
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#8 Renato 2018-09-02 09:24
Il festival non ha avuto un euro! Gli agricoltori 150.000,00 euro per acquisto prodotti.c e' qualcosa che vi sta bene o dovete sempre polemizzare?
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#7 totò 2018-09-01 17:46
quanto è stato pagato agli agricoltori per l'acquisto dei prodotti (e a quale prezzo) e quanto è rimasto al festival? Pregasi rispondere sig. Valentini
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#6 mpierdomenico 2018-09-01 12:13
Filippo forse si è dovuto allargare il bacino per offrire più prodotti. Secondo elenco su TodiFestival ci troviamo di fronte a 26 aziende di queste 18 nel Comune di Todi (70%). Mi sembra, comunque, un dato interessante. Il resto sono in linea con la filiera corta.
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#5 CarlandreaCaprossini 2018-09-01 12:10
Caro Filippo come al solito ti distingui per la sagacia dei tuoi commenti...
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#4 Filippo Linotti 2018-09-01 11:02
Marco le sovvenzioni comunitarie in agricoltura sono strumenti finanziari di sostegno. È ovvio che il resto ce lo deve mettere l'imprenditore, è altrettanto ovvio che non risolvono i problemi, però aiutano. È pur vero che creano distorsioni di mercato, sicuramente più marcate se riferiti agli aiuti a pioggia. Quindi ben vengano gli usi corretti. Rileggendo questo enfatico comunicato però qualche dubbio in proposito mi viene. Uno per l' importo correlato agli eventuali prodotti oggetto di promozione e l' altro dato dal fatto che, oltre a produttori tuderti, ho visto che ne beneficiano anche altri che tuderti non sono. Se potessi leggere qualche altra carta, potrei esprimermi con più contezza, per il momento mi resta il dubbio sulla correttezza dell' operazione.
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#3 marco 2018-09-01 01:09
Si,vabbe',risolleviamo l'economia tuderte con i fagioli e la marmellata.
Ciao mare....
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#2 Filippo Linotti 2018-08-31 21:25
Mano non la fa tanto brodosa. La misura del PSR a questo serve. Non l' ha inventata ne il piddi ne forzaitalia, ne la regione o la provincia ne l' Italia, tanto meno il comune di Todi. La paternità è solo comunitaria. Utilizzare i fondi è il minimo, quando finanziano cose fattibili come questa, diventa invece un problema quando si distraggono per finalità non proprio rurali. E questo il tuo attuale capetto, quell' insulso bergamasco, lo sa molto bene. Il perché l: ho scritto svariate volte e purtroppo non è vun invenzione. I signori della kommissione ad ogni loro audit ci fanno pelo e contro pelo, per non usare termini più scurrili. E per questo credo che gli agricoltori italiani, tra i quali quindi anche gli umbri e di conseguenza anche quelli tuderti, abbiano ben poco da ringraziare il piddi. Anzi farebbero bene ad affilare la falce fenara.
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