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"Un progetto nuovo che coniughi libertà e diritti sociali nella difesa della scelta Europea delle democrazie liberali."


Credo che non sussista alcun dubbio sul fatto che il taglio innovativo in termini di cambiamento, anche istituzionale, illustrato a Torino, al Lingotto, nel convegno fondativo del PD debba essere riconfermato in questi appuntamenti per le Primarie,

prima regionali e poi nazionali, anche se all'interno di una revisione degli indirizzi politici e programmatici in relazione a quanto successo il 4 di Marzo di quest'anno.

Oggi ci troviamo infatti di fronte ad una inedita alleanza di governo della destra che ha vinto le elezioni giocando le carte in maniera spregiudicata della paura razzista e della violenza xenofoba, a fronte di uno schieramento riformista, che, pur avendo riconfermato il proprio elettorato metropolitano, aperto, solidale, europeista, ha pagato dazio elettorale con la perdita, almeno in parte, del voto popolare, sia per il dover sanare le precedenti negative esperienze amministrative della destra sia per una certa autosufficienza politico-amministrativa legata ad incapacità di ascolto.

Quindi è urgente pensare ad un Progetto nuovo che coniughi il diritto alle libertà del nuovo millennio con i diritti sociali equivalenti, nella difesa della scelta Europea delle democrazie liberali.

In tal senso vorrei che, anche nel nostro piccolo, la prossima Assemblea Regionale del PD fosse indirizzata da subito a confrontarsi a viso aperto, a tutto campo, non solo al proprio interno ma anche e soprattutto all'esterno, con i Movimenti, le Associazioni della società civile sui temi più importanti e delicati dell'oggi.

Non ultimo quello della individuazione di una coalizione riformatrice non più estemporanea, astratta e confusa negli obiettivi ma rilanciata in un Progetto che comprenda, appunto, accanto ai Partiti Politici, anche soggetti affatto diversi, impegnati su tematiche specifiche della vita cittadina; ciò con l'individuazione prioritaria e propedeutica di un Programma condiviso di lunga durata per lo sviluppo delle nostre comunità, Ciò vorrebbe dire che, laddove il PD è minoranza come a Todi, secondo il mio modesto parere, la Assemblea Regionale dovrà dare il via ad un processo e ad un lavoro politico che preveda, sulla base del predetto Programma, un GOVERNO OMBRA della Città, onnicomprensivo delle forze innovatrici e riformiste.

di Andrea Vannini - Segretario Partito Democratico Todi

Commenti   

#4 luca 2018-12-18 10:47
ancora governi ombra?
Che strazio!
$0 anni di governi ombra e appena hanno avuto la possibilità di governare (in contrasto alla volontà popolare) hanno distrutto il paese e la sua economia.
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#3 Filippo Linotti 2018-12-14 11:07
Sono europeisti, tutti carini, imbellettati, metropolitani, moderni, mica quei buzzurri sporchi e cattivi che ancora credono all'esistenza degli Stati Nazione, come insegnava quell'essere insignificante della Ida Magli. Eppoi non capiscono perché la gente li manda affa....
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#2 CarlandreaCaprossini 2018-12-11 22:05
Che vuoi Freddo, loro appartengono al gruppo che ha le soluzioni solo quando non le deve applicare..
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#1 Freddo 2018-12-11 16:35
Come al solito... Scrivi scrivi scrivi scrivi sempre più, e ti capiscono sempre meno persone. Siete diventati troppo intellettuali, il popolo non vi segue più. Tutto questo comunicato per dire che metterete delle persone attaccate agli attuali assessori per pressarli, parlarne male e criticarlo... Cioè quello che già fate senza buoni risultati!!! Vedi Valentini-Ranchicchio Alcini-Marta Vannini-Ruspolini ecc ecc
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