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Massetti (PD): "Dal 1° gennaio Todi è una città chiusa all’accoglienza, alla solidarietà e all’integrazione."


Il 20 settembre 2018 la Giunta comunale, all’unanimità, ha negato l’adesione alla proroga per quattro mesi, fino al 30 Aprile 2019, del Centro di Accoglienza Straordinaria di Todi dando attuazione all’atto di indirizzo, proposto e votato a Novembre 2017 dalla maggioranza di destra che guida la città.

A quanto pare, la proposta di delibera è stata avanzata dal Vice Sindaco e non dall’assessora delegata, che comunque ha votato a favore dell’atto contraddicendo la posizione del gruppo di Todi per la Famiglia, che in consiglio, in modo pilatesco, si astenne sull’ordine del giorno xenofobo.

Nel concreto la decisione ha portato alla chiusura da parte della Prefettura del CAS di Todi. I CAS sono strutture di prima accoglienza individuate dalle prefetture e gestite in convenzione da soggetti accreditati, nel nostro caso la Caritas.

Il gran rifiuto ha portato dieci poveri Cristi ad essere trasferiti in analoghi centri della nostra provincia!

I numeri la dicono lunga sull’entità del risultato conseguito, hanno cacciato 10 persone che sarebbero rimaste qui per altri 4 mesi!

La decisione ha portato anche alla perdita di due posti di lavoro, di cui il vicesindaco, che agita il vessillo della vittoria, non parla!

A giugno scadrà il progetto biennale, finanziato per 400.000,00 euro con il Fondo Asilo Migranti Integrazione (risorse europee, che hanno l’obiettivo, tra gli altri, di sostenere la migrazione legale verso gli Stati membri e promuovere l’effettiva integrazione dei cittadini di Paesi terzi nelle società ospitanti), che sta dando un’opportunità di integrazione ad alcune ragazze minori straniere non accompagnate.

Immagino che l’amministrazione non consentirà la prosecuzione di questa esperienza. Le ragazze, andranno ad integrarsi un po’ più in là (non nel nostro giardino!). Altri posti di lavoro andranno persi e cospicue risorse del sociale, che hanno una ricaduta positiva diretta sull’economia del territorio, verranno meno!

Dal primo gennaio di quest’anno Todi è, dunque, una città chiusa all’accoglienza, alla solidarietà e all’integrazione.

Questo consentirà al Comune di svolgere un ruolo migliore nella gestione del fenomeno delle migrazioni? No. Consentirà di dare un contributo positivo al governo delle conseguenze negative di una cattiva gestione, da parte di governi, italiani ed europei, dei fenomeni legati all’immigrazione irregolare? No. Aumenterà la sicurezza e diminuiranno le condizioni di disagio di tante persone povere o in difficoltà, tuderti e non? No! Darà occasione di sviluppo solidale alla città e al suo territorio? Ancora una volta no!

Questa scelta non è utile alla città, ma alla Lega e Casa Pound, che guidano le sorti dell’attuale amministrazione tuderte.

A Todi, come nel resto del Paese, le forze di governo di estrema destra, a fronte di un malcontento diffuso, di situazioni di disagio sociale ed economico che accomuna tanta parte della società italiana, in cui le diseguaglianze sono aumentate nel corso degli anni, hanno necessità di un nemico che sia il capro espiatorio, sul quale far ricadere tutte le colpe, da additare come la causa di qualsiasi problema individuale affligga le persone: il lavoro, la casa, i servizi pubblici che non funzionano, e via dicendo! Chi meglio di un immigrato, magari nero, di un’altra religione, con famiglia e bocche da sfamare può svolgere questo ruolo?

“Cacciamo lo straniero e tutti problemi dei poveri della città saranno risolti!” Ma sarà davvero così?

L’amministrazione di centro sinistra, guidata da Carlo Rossini, di cui mi onoro di aver fatto parte, ha invece contribuito a rendere Todi più solidale e accogliente aderendo a progetti che promuovono l’integrazione dei migranti.

Penso che, nell’interesse di Todi, abbiamo contributo a garantire controllo e sicurezza nella gestione dell’accoglienza. Lo dimostra il fatto che i progetti attivati nel centro storico non hanno mai dato problemi alla convivenza civile. Credo anche che sia stato importante aver contribuito a creare occasioni di sviluppo e opportunità di lavoro per la città.

Nel Paese in cui la gestione delle migrazioni è ancora disciplinata da una legge che si chiama “Bossi-Fini”, cui si devono tante delle conseguenze nefaste del modo in cui si governa il fenomeno e in cui il Governo giallo-verde promulga un “decreto insicurezza” che, riducendo gli spazi per la concessione dei permessi di soggiorno, aumenta la presenza di irregolari sul territorio italiano, in cui i rimpatri di centinaia di migliaia di non aventi diritto sono una chimera, buona da agitare in campagna elettorale, fa sorridere l’entusiasmo con cui si annuncia di aver mandato dieci persone forse a Marsciano o a Perugia, che so!

Nella discussione in consiglio comunale, nel novembre scorso, ho inutilmente pregato le forze più democratiche della maggioranza e l’amministrazione comunale di non aderire a posizioni ideologiche che stravolgono la realtà. Li ho pregati di continuare a garantire un ruolo attivo della città nella gestione dell’immigrazione che c’è, che non possiamo cancellare voltandoci dall’altra parte, nella certezza che il governo dei processi è più utile alla sicurezza e alla libertà dei cittadini. Perché ogni euro speso in integrazione è un euro speso in sicurezza.

Purtroppo le mie richieste e quelle degli altri colleghi di opposizione non sono state ascoltate. Oggi, insieme a quei dieci uomini, se ne è andata da Todi un po' di umanità e di dignità.

A conservare l'onore e l'anima solidale della nostra città restano la Caritas e la Fondazione Crispolti, che, in coerenza con le proprie finalità istituzionali, continueranno ad occuparsi degli ultimi, con buona pace di Lega e Casa Pound!

di Catia Massetti - Consigliera comunale PD Todi

Commenti   

#7 luca 2019-01-07 19:30
Peraltro il Papa invita all'accoglienza. Perché non "riduce" gli spazi dei mega-appartamenti occupati dai suoi cardinali ospitandovi immigrati e dandogli la cittadinanza vaticana?
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#6 luca 2019-01-07 18:39
franco l'espressione cani e porci è di uso comune e contemplata dalla lingua italiana che ne spiega il significato.
Non è che creando una sterile polemica stai cercando di distogliere l'attenzione dalle mie pertinenti ed inopinabili osservazioni?
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#5 Filippo Linotti 2019-01-07 16:37
Filippo Linotti ha forse usato l'espressione che tu citi?? Espressione peraltro di largo uso comune. Bestia se la vogliamo dire tutta e' chi ha organizzato tutto cio' ed e' una bestia proprio demoniaca. Ve ne accorgerete quando sara' troppo tardi, poi non vi lamentate.
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#4 Franco 2019-01-07 16:11
Far entrare cani e porci!questa espressione usata nei confronti di immigrati poveri vi qualifica tutti....peggio che bestie siete...
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#3 luca 2019-01-07 13:28
Sottoscrivo i commenti precedenti di Caprossini, Linotti e Freddo.
Inoltre mi chiedo se chi si strappa le vesti per il blocco dell'arrivo degli immigrati si sia mai soffermati un attino a pensare quanto realmente costa ai contribuenti questa accoglienza senza controllo.
Arrivano in massa e vengono sistemati nei centri di accoglienza INSUFFICIENTI per accogliere il numero degli arrivi. L'Europa ci multa per le condizioni dei centri.
Molti di loro delinquono (un terzo dei detenuti è extracomunitario). L'Europa CI MULTA per il sovraffollamento delle carceri e la lunghezza dei processi.
Inoltre questi immigrati sottraggono risorse ai cittadini perché ottengono a nostre spese alloggi popolari, istruzione, assistenza sanitaria. E i soldi in surplus li mandano ai loro paesi e, quelli che spendono, li spendono nei negozi gestiti dai LORO connazionali (tanto perché i razzisti siamo noi).
A chi giova dunque tutto ciò? Alle cooperative che lucrano sui fondi europei destinati all'accoglienza, alle agenzie di money transfer ed agli agricoltori che possono fruire di manodopera a basso costo.
In tutto ciò non c'è nulla di umanitario. E di umano c'è solo l'interesse economico di alcuni e la stupidità di chi favorisce questo interesse.
Domanda: qualcuno mi spiega perché qui in Italia, nella cittadina di Capalbio, sede delle residenze estive dei leader della sinistra, è vietato l'ingresso ed il soggiorno degli immigrati?
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#2 Filippo Linotti 2019-01-07 11:41
business si chiama. Lucrare sugli esseri umani. Prevedere svilimento del mercato del lavoro ( a questo serve la moltitudine di africani deportati dal sorosismo). La cosa vomitevole e' che questo business sia curato anche dalla Chiesa; novelli mercanti nel Tempio. Perché sulle finalita' delle sedicenti coop rosse c'e' poco altro da aggiungere, loro da sempre incubano il prossimo.
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#1 CarlandreaCaprossini 2019-01-07 11:19
Quindi ha ragione chi sospetta che nel traffico di immigrati ci sia dietro una speculazione. Si evidenzia la perdita di due posti di lavoro. Non era meglio intervenire affinché non chiudano le aziende che producono, danno lavoro e incrementano il PIL invece di far entrare cani e porci che impoveriscono il paese?
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