Bruno Bertini
   
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fp


"..Gli infoibati per la stragrande maggioranza erano fascisti..", un nostro lettore commenta: "mentalita' aberrante".


Qualcuno mi ha fatto leggere i commenti a margine dell'intervento dei sedicenti "comunisti della MVT". Fra tutti faccio miei in particolare i due inviati dal Dr. RomoliniPerché in effetti chi e' "trinariciuto" dovrebbe essere semplicemente ignorato.

Pero'  quel preciso passaggio : "..gli infoibati per la stragrande maggioranza erano fascisti.." , merita un minimo di attenzione, perché significativo della mentalita' aberrante di chi lo ha scritto. Vi e' racchiusa tutta la disumanita' di chi ancora oggi crede ad una ideologia che ha seminato morte e distruzione in tutto il mondo, nessuna parte esclusa (neanche l'Italia). Dà l'idea del loro concetto di giustizia e democrazia.

Questi signori un giorno si sentiranno legittimati di accoppare chiunque non la pensi come loro, una patente di "fascista" non si rifiuta a nessuno. Potrei essere anche io un condannato del "popolo" perché no, di certo non faccio mistero del mio "anticomunismo", quindi per associazione lo sarebbero anche i miei familiari, figlie incluse.

Di seguito un piccolo e non esaustivo elenco di fascisti interessati dalla giustizia "partigiana":

i 17 di Porzus, Fausto Atti da Bologna, Lionello Matteucci da Massa Lombarda (RA), 5 dei 7 fratelli Govoni di Cento (FE), Giacomo Malaguti di San Giorgio di Piano (BO), Aldo Gastaldi di Genova, Mario "Azor" Simonazzi e Giorgio "il solitario" Morelli di Albinea (RE), Rolando Rivi, seminarista 14enne di Reggio Emilia, Don Luigi Lenzini da Pavullo (MO), Don Umberto Pessina da Correggio (RE), Don Aldemiro Corsi da San Polo D'Enza (RE), Don Augusto Galli da Sant'Agata Feltria (PU), Don Giuseppe Iemmi da Felina (RE), Don Luigi Manfredi da Budrio (BO), Don Carlo Terenziani da Scandiano (RE), Don Luigi Ilariucci da Garfagnolo (RE), Don Dante Mattioli da Cogruzzo (RE).

Perché questi per loro erano e sarebbero ancora oggi "fascisti, nemici del popolo".

Il fornaio Amos Moriconi, sopravvissuto alla strage di S.Anna di Stazzema, in cui gli fu sterminata l'intera famiglia, quindi di certo non troppo riconoscente ai nazi-fascisti, ebbe a dire: "...(rivolto ad un partigiano intento ad abbandonare il paese prima del rastrellamento) perché ci abbandonate, sapete che i tedeschi non ci risparmieranno, avevate promesso di difenderci, dove andate adesso??"..."ma quello mi guardò ghignendo e si allontanò senza rispondermi..."

A massacro avvenuto continua poi il Moriconi :"...mentre mi dedicavo a questa triste incombenza (sepoltura)  vidi due partigiani, uno lo conoscevo era un milanese che si faceva chiamare "Timoscenko", notai che avevano le tasche piene di portafogli, oggetti d'oro e d'argento..."

Timoscenko mi disse devi consegnarci tutti i soldi e gli oggetti di valore che trovi sui morti...mi sentii il sangue salire alla testa impugnai la picozza e la alzai di scatto

..vai via se non vuoi che spacchi il cranio..Timoschenko esito un momento poi senza replicare si allontano'."

Ricostruzione confermata da un'altra sopravvissuta alla strage, tale Teresa Pieri.

Concludo così, riprendendo una citazione del Dr. Romolini a proposito della merda che piu' la rimesti piu' puzza.

FL

   
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