Bruno Bertini
   
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NATILIVALERIO


"Serve coraggio ed un progetto di lungo periodo".


Può il turismo, può il Centro storico ridare lo slancio che manca? Todi ed i tuderti vivono una fase di stallo, timorosi ed incerti, anche in virtù del complicato panorama nazionale, non riescono ad individuare una strada per disegnare un futuro alla città ed ai suoi residenti.

 

Cosa fare affinché i giovani trovino nel territorio la possibilità di affermarsi? Siamo destinati a vedere i nostri giovani abbandonare la città per avere delle opportunità? Come affrontare il futuro a seguito del progressivo invecchiamento della popolazione e di un processo di spopolamento delle aree interne?

La Città, come del resto l’Italia attuale è immobile, priva di una visione che sappia guardare al futuro. Serve coraggio ed un progetto di lungo periodo. A nostro avviso un ruolo importante potrebbe essere giocato dalla valorizzazione del Centro Storico. L’incremento nazionale dei flussi turistici ha portato giovamento anche alla nostra città, ora serve decidere che tipo di turisti vogliamo attrarre.

Puntare sul turista italiano del fine settimana oppure aprirsi strategicamente verso i mercati esteri verso i quali il brand Umbria e la tipicità tuderte potrebbero risultare attrattivi? Sciogliere tale nodo è decisivo anche per la tipologia di strutture che si vogliono progettare a supporto dell’accessibilità al centro storico, che dovranno essere di aiuto all’accoglienza turistica ma anche funzionali alle esigenze dei residenti. La valorizzazione del centro storico passa inevitabilmente anche per questo, servizi di accesso comodi e funzionali inseriti in un contesto in cui l’obiettivo sia quello di ridurre al massimo l’uso dei mezzi privati.

Esperienze del genere in varie realtà europee hanno dimostrato che, all’interno dei centri storici, la pedonalizzazione ha riportato in vita molte attività commerciali, chiaramente tali attività per essere economicamente sostenibili hanno bisogno di un bacino di utenza tale che i residenti da soli non sono in grado di garantire.

Ecco quindi che dalla tipicizzazione della Città in chiave ecologica, promuovendo uno stile di vita slow, in cui la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, la valorizzazione del patrimonio eno-gastronomico, la promozione di uno stile di vita che punti al benessere del corpo miscelando sana alimentazione e corretta attività fisica, potrebbero tipicizzare la nostra offerta turistica, se poi il tutto venisse promosso come Todi la Città più vivibile al mondo al centro del cuore verde d’Italia potremmo, forse?, garantirci un futuro più roseo.

di Valerio Natili - Segretario Fisascat Cisl Umbria

martedì 7 maggio 2019 - 15:37
 

Commenti   

#1 Filippo Linotti 2019-05-08 09:31
Intervento interessante e certamente condivisibile. Secondo me piu' che il coraggio pero', servirebbe la mentalita', quella mentalita' che l'umbro e men che meno il tuderte non ha. Una volta smussati il provincialismo, l'ultra campanilismo, la refrattarieta' che ci contraddistingue, allora forse si potra' iniziare a lavorare nella direzione che Natili indica. Le potenzialita' oggettivamente ci sarebbero.
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