Bruno Bertini
   
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Dopo la mancata unificazione "le due Istituzioni sembrano essersi rinchiuse nella gestione del quotidiano".


Poco più di un anno fa la maggioranza che sostiene l'amministrazione Ruggiano prese la decisione di rinunciare al processo di unificazione avviato tra ETAB La Consolazione e ASP Veralli Cortesi.

Decisione forzata, che rappresentava una clamorosa inversione ad U rispetto agli indirizzi univocamente espressi dal Consiglio Comunale in più occasioni dal 2010 in avanti e presa nonostante la consapevolezza che il progetto di unificazione era già stato elaborato e inviato, nei termini di legge, alla Regione dell'Umbria, il 13 di marzo del 2017.

Le motivazioni con cui la maggioranza prese quella decisione furono individuate in presunti impedimenti di carattere giuridico finanziario e con la richiesta di procedere al rinnovo congiunto dei Consigli di amministrazione, uno in scadenza e l'altro (quello di Veralli Cortesi) che, a termini di legge, avrebbe dovuto proseguire la propria attività ancora per un anno.

Il rinnovo congiunto sarebbe dovuto servire, si legge nel dispositivo dell’ordine del giorno approvato dalla destra il 24 marzo del 2018, in particolare a "garantire maggiore sinergia e dialogo tra gli Enti, una razionalizzazione dei costi e una ottimizzazione dei servizi, nonchè una maggiore armonia con l'organo istituzionale che provvede alla loro nomina".

In realtà le motivazioni erano evidentemente altre, quelle di piegare gli interessi generali alle necessità di una maggioranza che si tiene in piedi grazie ad accordi ed accordicchi di potere, che in quel caso aveva un unico reale obiettivo: quello di procedere alla nomina di dieci membri nei due consigli di amministrazione, anzichè sostenere il processo di unificazione avviato e nominare un unico CdA, con soli cinque membri.

Lega e FI hanno trovato un accordo politico soddisfacente nella spartizione delle due presidenze, mentre le altre forze minori si sono accomodate nelle restanti poltrone, CPI, in particolare, rinunciando alla battaglia di unificazione che in passato era stata suo cavallo di battaglia.

Oggi cosa rimane del dispositivo dell’ordine del giorno approvato dalla maggioranza? Non “la maggiore sinergia e dialogo tra gli Enti”, che procedono nella loro attività ordinaria separatamente negando la collaborazione tra le figure professionali.

Infatti Etab ha negato la disponibilità alla condivisione del Segretario Generale e ha assunto un nuovo responsabile del patrimonio (attingendo ad una graduatoria del 2012). Veralli rinuncia alla collaborazione con una professionista titolata a svolgere la funzione di segretario generale e annuncia l’indizione di un concorso per la copertura della posizione di responsabile del patrimonio.

E cosa rimane “della razionalizzazione dei costi e della ottimizzazione dei servizi”? Nulla, come si capisce bene dal fatto che ciò veniva realizzato fino al primo aprile di quest’anno con personale part time e in collaborazione tra gli Enti, oggi viene fatto con il raddoppio del personale e dei costi ampliando la separazione nella gestione dei servizi e del patrimonio.

Quanto all’ultima parte del dispositivo dell’Ordine del giorno approvato dalla maggioranza, c’è ”una maggiore armonia con l'organo istituzionale che provvede alla loro nomina”? Sì! Infatti sembra che la regia dell’operazione, contestata da più parti, sia proprio all’amministrazione guidata da Antonino Ruggiano, che, in questo modo, scarica un problema interno su Veralli Cortesi, che si accolla il costo di un incarico di posizione organizzativa (nella misura massima consentita!), che il Comune non vuole aggiungere agli altri già in essere nella propria struttura organizzativa.

Due fatti politici mi pare emergano da questa vicenda.

Il primo, evidenziato con competenza e puntualità dagli interventi pubblici del Dott. Alfonso Gentili, ex Presidente di Veralli Cortesi, già Segretario Generale in diversi Enti Locali dell’Umbria, è una gestione amministrativa, diremo “un po’ alla buona” dell’ ASP Veralli Cortesi.

Accordi verbali tra i legali rappresentanti degli enti coinvolti nella vicenda del comando, non meglio specificati, che diventano fondamento di atti deliberativi. Deliberazioni del consiglio di amministrazione assunte senza i necessari pareri di regolarità tecnica e di legittimità, che potrebbero inficiarne la validità. Verbali di votazione sugli atti da cui non si capisce chi ha votato contro o a favore e, soprattutto, perché! Il raddoppio dei costi della gestione amministrativa e patrimoniale dell’Ente che sottraggono risorse alle finalità istituzionali del soggetto che gestisce un servizio socio sanitario fondamentale per la città e la Media Valle del Tevere a sostegno di anziani e famiglie.

Questioni che andrebbero sottoposte al controllo degli organi competenti della Zona Sociale e della Regione dell’Umbria.

Il secondo aspetto politico che, penso, si evidenzi chiaramente nella vicenda del comando, è che l’aver rinunciato alla unificazione, sostenuta con forza dalle opposizioni in Consiglio Comunale, con la proposta di un ordine del giorno alternativo a quello della maggioranza, che indicava un percorso politico e istituzionale per la realizzazione del progetto di unificazione, ha comportato una caduta della visione e degli obiettivi di governo di questi due Enti come soggetti della rete dei servizi integrati, sociali e sanitari, della MVT.

Le due Istituzioni sembrano rinchiudersi nella gestione del quotidiano, più che nell’elaborazione delle prospettive di servizi in grado di rispondere ai nuovi bisogni della società, cosa che pure in questi anni e nel progetto di unificazione erano ben presenti come aggiornamento degli originari fini statutari.

Su questo il Consiglio Comunale dovrebbe tornare a confrontarsi, per un’analisi della situazione della gestione degli Enti, pur nel rispetto dell’autonomia statutaria e regolamentare che gli viene riconosciuta dalle norme, un po’ meno dall’Amministrazione comunale che, a quanto pare, ha usato Veralli come propaggine della propria dotazione organica.

In tutto questo compare, improvvisamente, il Movimento 5 Stelle tuderte, che, da tempo, fa l’opposizione all’opposizione (non a chi amministra la città si badi bene!) e, anche in questa occasione, non si smentisce e, pur avendo letto, come me, gli articoli del Dott. Gentili ne trae una conclusione assai curiosa: la scelta gestionale di Veralli Cortesi sarebbe frutto di oscuri accordi segreti tra il PD di Todi e il CdA, mentre il Sindaco di Todi (uno degli attori principali della vicenda descritta dall’ex Presidente di Veralli) dovrebbe fare da garante per revocare la decisione presa dallo stesso CdA.

Non so perché, ma a me viene in mente la storiella di quello che mise il lupo a guardia delle pecore!

E comunque, scherzi a parte, visto che la posizione del PD di Todi risulta agli atti del Consiglio Comunale e in altre prese di posizione pubbliche, una domanda la faccio anche io ai 5S: qual è la vostra posizione sulla decisione della maggioranza di rinunciare alla unificazione degli Enti, cosa di cui la vicenda del comando è diretta conseguenza?

di Catia Massetti - Consigliera Comunale PD Todi

Commenti   

#2 CarlandreaCaprossini 2019-05-08 19:05
Negli ultimi 22 anni il PD ha amministrato la città per 15 anni eppure, pur considerando INDISPENSABILE l'unificazione dei sue enti ha solo "avviato" il processo…
Se è così indispensabile hanno avuto tutto il tempo per farlo...
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#1 Filippo Linotti 2019-05-08 16:31
seguitare a citare gli interventi di gentili non e' da' maggior credito, anzi. Suvvia un po' di sana onesta intellettuale!!!!
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