Bruno Bertini
   
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RUSPOLINIA1


La Zona Sociale 4, ad oggi, è l’unica realtà che ha mantenuto la figura del Promotore Sociale ricorrendo a risorse non utilizzate a favore dei cittadini più deboli.


Nonostante la Regione dell’Umbria ne abbia decretato la soppressione da ben due anni, la zona Sociale 4 - Collazzone, Deruta, Fratta Todina, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Todi, San Venanzo e Marsciano - il cui Comune Capofila è Marsciano ha deciso a suo tempo di mantenere in vita questa figura.

La figura del Promotore Sociale, veniva istituita dalla Regione intorno all’anno 2000. Una figura questa, di alto profilo professionale con il gravoso compito di programmare e coordinare le attività sociali nella zona di competenza. Il costo veniva quantificato in circa 30.000 Euro annui.

La nomina di tale professionista era considerata fiduciaria e pertantodi competenza della conferenza dei Sindaci. Nel Marzo del 2017, in accordo a quanto stabilito dalla Regione Umbria con il Piano Sociale Regionale, la posizione doveva essere soppressa e contestualmente, a livello regionale si sarebbe dovuto procedere alla costituzione di un “Gruppo Tecnico Regionale”.Sotto la stessa data, la Regione disponeva altresì la sospensione delle risorse economiche alla zona sociale con la seguente motivazione: “L’esperienza del Promotore Sociale è ormai giunta a compimento”.

Alla data di entrata in vigore del Piano Sociale Regionale (Marzo 2017) , la zona sociale 4 aveva di fatto già rinnovato per un’ulteriore annalità (scadenza 31 dicembre 2017) il contratto di lavoro in favore del precedente Promotore Sociale Dottoressa Bronzo, come peraltro previsto dalla vecchia normativa Regionale.

Incomprensibilmente però, il giorno 3 Aprile 2017, la Conferenza dei Sindaci (da verbale della conferenza, tutti comuni rigorosamente di sinistra) , in evidente palese contrasto con quanto previsto dal Piano Sociale Regionale, annullava la proroga del Promotore Sociale con scadenza 31 Dicembre 2017 e contestualmente assegnava alla stessa persona un contratto di ulteriori anni due e mezzo con scadenza 31 Dicembre 2019.

Non disponendo di risorse economiche per la copertura della spesa in quanto la Regione aveva già decretato la soppressione della posizione, la Conferenza dei Sindaci, stabiliva che le risorse per la copertura finanziaria sarebbero state reperite da economie legate alla gestione degli anni precedenti in ambito zona sociale 4.

In riferimento ai fatti elencati, sorgono spontanei diversi spunti di riflessione.

E’ infatti del tutto evidente che la zona sociale 4 ad oggi, è l’unica realtà che dispone ancora della figura del Promotore Sociale e che le motivazioni addotte a giustificazione del suo mantenimento in vita non la giustificano assolutamente.

Risulta altresì singolare il fatto che la copertura finanziaria per il mantenimento di detta professionalità sia stata assicurata da “economie di gestione di anni passati”.

Questo vuol dire che negli anni passati, la zona sociale 4 non ha dedicato tutte le risorse disponibili a sostegno delle esigenze dei nostri concittadini più deboli.

Conoscendo la realtà economica del territorio, risulta impossibile pensare che possano essere state fatte economie sul sociale, appare invece molto più credibile che le “economie” siano state politicamente accantonate “ad hoc” con il fine ultimo di poter elargire uno stipendio in più a danno dei più deboli, che proprio nel sostegno sociale affidano le proprie speranze!

di Adriano Ruspolini - Vicesindaco Todi.

   
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