Bruno Bertini
   
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RUSPOLINIA1


Le prossime elezioni Regionali stanno agitando i sonni di molte persone. E' iniziata di fatto in questi giorni la corsa alle candidature.


Come simpatici animaletti in letargo, personaggi più o meno “dormienti” si sono di colpo risvegliati ai primi richiami elettorali, iniziando a far circolare i propri nomi sulla stampa o proponendosi più o meno esplicitamente.

Ecco quindi che partiti politici e movimenti più o meno “civici” saranno chiamati nei prossimi mesi a gestire questa massa di autoreferenziali “consiglieri regionali in pectore” che mossi da uno smisurato senso delle istituzioni e da una ferrea volontà di servizio verso il partito o movimento e in particolare verso i cittadini, marceranno inquadrati come una disciplinatissima legione romana verso Perugia.

E proprio nella “gestione” dei rappresentanti che si proporranno o che verranno proposti, che partiti e movimenti si giocheranno la credibilità e la faccia, ammesso che alcuni di questi ne abbiano ancora una da difendere.

La scelta dei candidati è da sempre un punto fondamentale di qualsiasi appuntamento elettorale, è di fatto la “posa della prima pietra” nella costruzione di un progetto più ampio.

Proprio perché la prima pietra è parte della fondazione, ovvero della struttura portante dell'edificio, se non posizionata correttamente e magari anche di qualità scadente, il collasso dell'edificio è molto probabile se non addirittura certo.

Prova e monito allo stesso tempo, è quanto successo alla precedente Amministrazione Regionale specialmente nel corso di questo ultimo periodo.

In un paese “normale”, dove tutto dovrebbe girare secondo logica e dove tutti i partiti e movimenti dovrebbero agire per il bene comune del popolo, che almeno sulla carta costituzionale viene definito “sovrano”, ci si aspetterebbe che coloro i quali, investiti di responsabilità gestionali di alto livello, facciano tesoro degli errori commessi anche da altri per poter agire al meglio e nell'interesse del popolo.

La speranza dell'uomo della strada quale posso essere io, è che i partiti politici ed i movimenti che si rifanno ad una cultura liberale di centro-destra, sappiano trovare la forza di dare un taglio deciso con le logiche clientelari, scegliendo di non candidare saltimbanchi della politica e faccendieri sempre pronti al compromesso ed all'inciucio.

Se veramente si vuole il cambiamento, si abbia la forza di voltare pagina una volta per tutte tirando diritto sulla strada del rigore, il solo cambio di colore della bandierina a Palazzo Cesaroni non è, e non può essere sufficiente per gestire al meglio una complessa realtà quale la nostra amata regione e soprattutto se si vuole realmente ridare dignità sociale e speranza ai nostri territori già fortemente provati dagli eventi tellurici e dalla crisi politico/economica.

La possibilità di governare, mai come in questo momento è stata così reale, ragione per cui ci si deve preparare al meglio, scegliendo persone in possesso dei giusti radicali di fondo.

Non abbiamo bisogno di top manager, o di soggetti illuminati, ma di donne ed uomini che rispondano a requisiti di onestà, competenza, sincerità, spirito di sacrificio , fedeltà al cittadino ed alle istituzioni.

Personalmente, ritengo che la sfida per la conquista della regione, al di là dei proclami e delle promesse elettorali, si deciderà principalmente sulla capacità di attrazione e sul “peso specifico” non solo del candidato Presidente (finalmente una scelta ottimale per competenza ed onestà intellettuale, qualora confermata la notizia della possibile candidatura della Senatrice Tesei), ma anche dei candidati consiglieri che avranno il gravoso ed imprescindibile compito di rimettere l'interesse del cittadino al centro del dibattito politico.

Nel caso in cui i deputati a decidere dimostreranno lungimiranza politica, non potranno che utilizzare questi spunti di riflessione per gettare le basi di un progetto sensato e credibile. Per contro, dovranno essere pronti ad accettarne un rischio reale.

Come spesso ripeteva mio nonno dall'alto della sua esperienza di vecchio contadino e di soldato che aveva vissuto pericolosamente quasi quattro lunghi anni di trincea nella grande guerra, “a buon intenditor poche parole”.
Appuntamento ai blocchi di partenza…….

di Adriano RUSPOLINI - Vice Sindaco del Comune di Todi

   
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