Bruno Bertini
   
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marchigianiroberta


Marchigiani: "Finalmente un candidato fuori dagli schemi, di profonda ispirazione cristiana, capace innovatore sociale."


Non c'è luce in fondo al tunnel della crisi che attraversa la politica perché non esistono ricette miracolose che possano tracciare la strada che conduce alla costruzione del bene comune, cioè a quello che è il suo fine più alto.

Non potrebbe essere altrimenti essendo l'immagine speculare di quella deriva di valori che affligge la nostra società e che, in qualche modo, permea il nostro modo di pensare e di agire ed anche chi si arma di buoni propositi, rischia di aggiungere il proprio pezzetto di ambizione e di convenienza.

Dentro questo meccanismo "infernale" ci sono finita due anni fa quando, da cittadina qualsiasi, del tutto inesperta e scevra da legami e da appartenenze partitiche, mi sono assunta l'impegno di occuparmi della mia città nella ferma convinzione che l'obiettivo di chi fa politica sia quello di avvicinare l'istituzione al cittadino affinché, in sinergia, si realizzino forme di convivenza pacifica, produttive di benessere per la collettività.

Ci ho messo un bel po' per comprendere le regole non scritte della politica e ciò a cui essa aspira sotto il giogo del potere utilizzato, quasi sempre, per ottenere privilegi e non per dare risposta ai bisogni reali delle persone. Ho preso abbagli e fatto errori per quell' innocente idealità che non trova spazio in un ambito che non sembra riconoscere il valore assoluto e oggettivo della realtà e quindi dell'umano.

Ho combattuto battaglie già perse in partenza, ho posto la mia posizione e il mio impegno senza mai cercare né il potere né il consenso o una qualsiasi convenienza ubbidendo, invece, solo alla mia coscienza di essere umano, di cittadino, nel rispetto del mio ruolo politico. Ho, soprattutto, ascoltato chi mi ha voluto raccontare le sue preoccupazioni, il suo malessere e il suo dissenso, riconoscendo in me la stessa urgenza di essere compresa ed aiutata.

Ho ascoltato per imparare perché mai potrò dire di aver capito tutto. Non ho mai nascosto la mia identità, a tratti anche ingombrante e, comunque, non conforme ne' al pensiero comune né a quello unico e neppure la mia fragilità anche quando mi ha fatto apparire inutile e ridicola o quando mi sono sentita sola.

Mai, però, mi sono arresa per la convinzione che è sempre possibile iniziare di nuovo e che non mancherà mai la luce che illuminerà la via giusta da percorrere. Occorre il coraggio di guardare ad un positivo che contenga e che superi gli errori e le sconfitte. Si riparta dunque dall'uomo e dal suo inalienabile desiderio di un bene che è -cito- "una esigenza di rapporti esatti, giusti fra persone e gruppi, l’esigenza naturale umana che la convivenza aiuti l’affermazione della persona, che i rapporti “sociali” non ostacolino la personalità nella sua crescita”. Questa è la condizione perché la fiducia spezzata tra gli elettori e la politica torni a ricomporsi

Ciascuno, quindi, deve fare il proprio compito e quel pezzettino di strada insieme agli altri nell'orizzonte più largo del proprio egoismo e della misura con cui giudica le cose. Come Segretario di un Circolo PD, alla vigilia delle elezioni regionali, in un momento di crisi e di grande confusione politica ad ogni livello, quando tutto sembra suggerire di mollare, sono consapevole che è giunta l'ora di cominciare a guardare a quel positivo senza il quale sarà impossibile perfino imbastire un progetto innovativo che risponda in modo adeguato alla realtà, a ciò che è utile e doveroso e non a ciò che è conveniente.

La politica delle poltrone è miope proprio perché non sa riconoscere la realtà degli altri, di chi non è un privilegiato, di chi non è dentro la tribù. L'avere trasformato il diritto di tutti in un privilegio per pochi ha significato escludere e ha giustificato in modo ipocrita, ‘il prima di”, il cavallo vincente di Salvini e della lega. Le elezioni regionali devono quindi segnare il punto di rottura con tutto ciò che rappresenta il passato del Pd umbro. Per questo condivido la scelta di aprire al mondo civico, quello vero e non quello trasformista però, ed anche quella di appoggiare, quale candidato Presidente, un esponente proveniente da quelle realtà e, mi auguro, che sarà Andrea Fora che ha fatto “politica” sul campo.

Finalmente un candidato fuori dagli schemi, di profonda ispirazione cristiana, capace innovatore sociale: Andrea Fora mi rappresenta. Scelta dettata dalla necessità di un totale rinnovamento e di una netta presa di distanza dal sistema di potere e di clientela scoperchiato dall’inchiesta sui concorsi nella sanità perugina. Mi auguro che la discontinuità ispiri anche la compilazione delle liste in cui dovranno trovare spazio, quali candidati prescelti, chi non ha mai avuto a che fare né con Sanitopoli, né con quel mondo, né con quel sistema di potere anche se soltanto esposto al sospetto che la propria attività lavorativa nella pubblica amministrazione sia legata alla sua appartenenza politica.

È, inoltre, necessario che i candidati abbiano un legame reale ed effettivo con il territorio che andranno a rappresentare. Questa esigenza si presenta, con grande intensità, nel territorio Tuderte, tanto che il coordinamento comunale ha espresso la necessità che venga rappresentata, nei prossimi giorni, anche al Commissario Verini. Stop anche agli habitué della poltrona e del carrierismo politico. Si ricostruisce facendo spazio a volti nuovi e soprattutto credibili e nel PD Umbro ci sono giovani preparati e motivati che si spendono per i valori democratici e riformisti sacrificando, spesso, famiglia, lavoro, studio senza alcuna contropartita. E' ora che il PD torni d essere al servizio delle persone ma, prima, deve dimostrare di saper dare il buon esempio.

Avv. Roberta Marchigiani Segretario Circolo PD Todi Centro.

Commenti   

#2 Filippo Linotti 2019-08-30 17:10
Per salvare le poltrone e relativo potere, farete l' aborto anche in Umbria?? Avrete mica scherzato durante tutti questi anni, passati a diffamarvi pesantemente?? Vero è che a Todi l' accordo c' era già, ma almeno è giustificato dal vincolo di parentela.
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#1 Filippo Linotti 2019-08-30 17:09
Per salvare le poltrone e relativo potere, farete l' aborto anche in Umbria?? Avrete mica scherzato durante tutti questi anni, passati a diffamarvi pesantemente?? Vero è che a Todi l' accordo c' era già, ma almeno è giustificato dal vincolo di parentela.
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