Bruno Bertini
   
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vannini1


Iniziamo a cambiare, diamo la carica alle nostre passioni, il futuro ci seguirà.


Visto dal satellite un uragano è qualcosa di fantastico, se ci sei dentro un gran casino, come questo del PD umbro perché abbiamo perso e malissimo.

Perché non ha vinto il senso di squadra, l’appartenenza, le idee.

Non c’è stata condivisione, non c’è stato ascolto dei cittadini, la base del nostro partito è stata umiliata come forse mai prima nella storia di questo partito.

Non abbiamo perso oggi, abbiamo iniziato a perdere da qualche anno a questa parte non ascoltando più i nostri iscritti, i nostri amministratori, i nostri Consiglieri Comunali, il corpo vivo della nostra società regionale.

Colpa di tutti ovviamente: mia stessa perché, pur combattendo la logica dei caminetti e la gestione condominiale del Partito e procedendo per quello che mi era concesso all'ascolto della base, probabilmente non ho fatto abbastanza.

Ma c'è Umbria ed Umbria e c'è PD umbro (fino a ieri) e PD umbro (da oggi in poi): oggi, per ricostruire qualcosa che non c'è più occorrerà, oltre a passione, tempo e voglia di fare, anche e soprattutto cercare di rifondare con serietà, che significa anzitutto non far finta che non sia successo nulla, che chi ha sbagliato “paghi” e facciano dieci passi indietro tutti quelli che, al vertice, invece di utilizzare il difficile momento del Partito per una ovvia e doverosa ripartenza nel rinnovamento generazionale, lo hanno sfruttato per sperimentare soluzione avventurose, in vista delle prossime regionali, le sole che interessano a Roma (come spiegare altrimenti il fatto che ci sia stata una compressione abnorme dei tempi elettorali se non con il fatto che non ci volevano far esprimere vicino alla cara Emilia).

D'ora in poi non più sconti a prescindere, quindi, una NUOVA ERA politica può iniziare solo con il coraggio e la chiarezza delle posizioni, anche le più dure, perché non ce ne faremo più una ragione a prescindere, almeno non una sola, ma molte ed espresse chiaramente.

Commenti   

#1 CarlandreaCaprossini 2019-10-29 22:18
Caro Vannini,

gli amministratori della regione dovrebbero risarcire gli umbri dal '70 ad oggi.
Hanno fatto arretrare la regione creando disoccupazione, lasciandola priva di collegamenti stradali e ferroviari, facendo fuggire le imprese, aumentando le tasse locali, e chi più ne ha più ne metta.
Esempi?
La chiusura della ferrovia centrale Umbra, gli elettrotreni acquistati per la FCU e parcheggiati inutilizzati alla stazione di Foligno fino a quando non sono divenuti obsoleti, lo smantellamento ed il successivo rispristino della funicolare di Orvieto (prima ecosostenibile ed ora a funzionamento elettrico); il fatto che la A1, la E 45 e la Flaminia non sono collegate tra loro (lo sono soltanto a sud della regione); il fatto che non c'è un collegamento ferroviario diretto tra i due capoluoghi di provincia ma Terni è collegata con Roma e Perugia con Milano; chi deve andare da Orvieto(principale centro abitato della provincia di Terni) al capoluogo di Provincia deve raggiungere Orte (Provincia di Viterbo) e poi rientrare in Umbria, altrimenti deve percorrere un dedalo di stradine che attraversano una miriade di piccoli centri abitati; il nuovo ospedale di Foligno, realizzato dopo il sisma del '97, che ha tutti i rubinetti dei bagni per il pubblico non a norma… (mi devo fermare perché non ho più spazio)
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