Bruno Bertini
   

todiperlafamiglia


La situazione sull’ospedale della Media valle del Tevere di Pantalla non è chiara. 


Anche nell’ultimo incontro tra Regione e sindaci del territorio non è stato possibile definire in modo netto il futuro prossimo della struttura e, soprattutto, capire quando e come l’ospedale uscirà dalla fase di emergenza Covid e tornerà a servizio delle esigenze del territorio.

Riteniamo dunque sia necessario iniziare un ragionamento articolato e corale, che coinvolga tutte le forze politiche e che consenta di azionare le leve istituzionali necessarie per contemperare la gestione dell’emergenza Coronavirus – che riguarda tutti – e la salvaguardia della sanità del territorio.

Per fare questo è però opportuno partire da un punto, che è il seguente. Nelle strategie per la gestione della pandemia, Governo e ministero della salute hanno indicato alcuni punti. Tra i quali c’è anche quello di individuare un ospedale Covid ogni milione di abitanti.

Gli indizi che abbiamo a disposizione, ad oggi, sembrano tutti puntare in una sola direzione, ossia quella per la quale Pantalla rischia di essere la sede “naturale” dell’ospedale Covid dell’Umbria, data l’esperienza fin qui maturata e la centralità rispetto al territorio regionale.

Si tratta però di indizi che vanno concretizzati. Sarebbe dunque auspicabile sottoporre a Governo e ministero le giuste domande al fine di ottenere, quanto meno, elementi più specifici rispetto alle modalità con cui potrebbero essere individuati gli ospedali Covid ed avere così la possibilità di tracciare un percorso che consenta all’Umbria di muoversi in questa direzione.

Allo stesso tempo, sarebbe necessario fornire almeno qualche alternativa a Pantalla, ossia indicare un ventaglio di ipotesi alternative.

Come ad esempio la struttura della ex Milizia di Terni, di proprietà di Ater Umbria. Si tratta di un complesso di circa tremila metri quadrati posizionato nei pressi dell’azienda ospedaliera di Terni che, ad oggi inutilizzato, con un investimento non troppo ingente potrebbe essere riconvertito a centro per la gestione delle epidemie, magari diventando un punto di eccellenza regionale e non solo.

Se invece l’obiettivo è quello di gestire “solo” l’emergenza, allora la necessità potrebbe essere affrontata utilizzando l’ospedale da campo di cui la Regione Umbria si è dotata e che garantisce circa trenta posti di terapia intensiva, si allestisce nell’arco di 24/48 ore ed è completamente autosufficiente dal punto di vista energetico ed idrico.

L’obiettivo è ambizioso: creare strumenti che consentano all’Umbria di mantenere alti gli standard della gestione della pandemia – come è stato fino ad ora - e, allo stesso tempo, salvaguardare la qualità sanitaria di un territorio molto vasto come è quello della Media valle del Tevere.

Per questo è però necessario che le polemiche lascino spazio alla collaborazione e che ognuno, a livello istituzionale e sociale, faccia la sua parte.

Comunicato stampa Lista civica TODI PER LA FAMIGLIA

   
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