giovanni chiappalupi
   
   
Bruno Bertini
   
FacebookTwitterGoogle BookmarksRSS Feed
Pin It
   
   

CHIARALUCEVdi Valerio Chiaraluce - Movimento 5 Stelle.

Dopo una notte non completamente ristoratrice e diverse ore passate a riflettere ho deciso di scrivere questo comunicato che vuole essere più una considerazione personale che un messaggio elettorale. Tuttavia sono conscio che non sfuggirà dall’essere sia l’una che l’altra cosa; sia perché la mia persona fisica e il candidato del M5S sono un tutt’uno, sia perché questa storia racconta proprio di una confusione di ruoli (quello privato e lavorativo e quello pubblico e politico) che non ho ricercato ne voluto ma che mi è stata mio malgrado imposta.
Da circa un paio di anni ricopro per il Comune l’incarico per gli aspetti archeologici del cantiere di restauro del tratto delle mura urbiche adiacente a porta Perugina.

In pratica ho fatto assistenza alle operazioni di scavo e di smontaggio delle parti crollate delle mura urbane, documentando le evidenze archeologiche e raccogliendo reperti che sono stati depositati pressi i magazzini della Soprintendenza. Il cantiere (ancora non completato) ha permesso l’individuazione di diversi interventi avvenuti sulle mura in epoche diverse. Sono state messe in luce e valorizzate le fondazioni di strutture difensive precedenti a quelle conservate in elevato.
Ieri mattina ho scoperto con mia gran sorpresa e all’ultimo momento che nel pomeriggio il cantiere e le nuove scoperte sarebbero state presentate al pubblico. Ma da chi? E in che modo?

Trovo la locandina della presentazione dei lavori alla “Portaccia” ma non si parla dell’intervento a porta Perugina. Scopro che esiste una seconda versione della locandina diffusa soltanto sui profili Facebook di alcuni assessori dove si annuncia un rinfresco al largo del Bastione. Ma allora si parla proprio di quei lavori! Raggiungo di corsa la conferenza dove trovo presente l’impresa e il direttore dei lavori, che quindi, a differenza mia, sono stati invitati. Parla un bravissimo Marco Grondona chiaramente ignaro dei fatti. Parla il direttore dei lavori alla Portaccia. Parla anche Maurizio Todini, non uno storico, non un archeologo, ma il solito cortigiano di partito. Caprini gongola passeggiando per la sala. Nessun riferimento all’altro cantiere. Ma è un silenzio così fortemente ricercato da sembrare assordante. Senza dare spiegazioni, come se tutti sapessero cosa fare, il corteo guidato da Catiuscia Marini e dal sindaco Rossini raggiunge Borgo Nuovo e il Bastione per spegnere una fame insospettabile sul buffet elettorale.
Con grande umanità alcune persone mi si fanno vicine esprimendo la loro solidarietà. Qualcuno parla di “killeraggio” nei miei confronti, una parola che non conoscevo e che esprime bene l’episodio di ieri. Ad una persona che chiedeva come mai fossi venuto ho risposto che non ero lì per parlare di antichità ma per osservare ed indagare l’indole umana. Noto che Rossini guarda alcune volte nella mia direzione abbassando poi lo sguardo. Incerto si avvicina al direttore dei lavori che in quel momento mi stava parlando, chiedendo di illustrare l’intervento. L’ingegnere suggerisce che dovrei essere io a parlare della parte storica ed archeologica. A quel punto Rossini, evidentemente imbarazzato dalla mia presenza, mi borbotta un mezzo invito a prendere la parola. Io rispondo che mi sembra fuori luogo poiché non ero stato invitato e passavo in quel posto per puro caso. La risposta scomposta del primo cittadino è, parole testuali, “ma stai sempre a rompe’ i coglioni”.

Non colgo la polemica e rimango in disparte. Il gruppo cammina rasente alle antiche strutture recuperate ma la curiosità verso l’antico dimostrata pocanzi sembra essere svanita. Quando a parlare non è un fedelissimo sinistrorso, di storia e archeologia non frega un cavolo a nessuno… è sufficiente constatare quanto tutto fosse “tanto bello”. Solo, come sono venuto, sono tornato sui miei passi cercando di capacitarmi dell’accaduto.
Ieri, in quella situazione, ho provato un buon numero di brutte sensazioni ma non ricordo di essermi mai sentito fuori posto o di aver avvertito vergogna. Invece ho notato segni di vergogna sulla faccia di alcuni presenti. Tuttavia non sono in grado di dire se tale sentimento fosse dovuto all’aver assegnato quell’incarico ad un “grillino” due anni fa, oppure se fosse provocato dall’essere coscienti di quanto meschino sia stato il loro comportamento.

Commenti   

#1 antonio rossi 2017-05-23 12:28
Todi è un posto in cui non conta quello che fai per la città e per i cittadini: conta l'appartenenza alla lobby del potere. Benvenuto nel club.
Citazione | Segnala all'amministratore
   
© ALLROUNDER