giovanni chiappalupi
   
   
Bruno Bertini
   
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tuderti5stelleComunicato stampa Tuderti 5 Stelle.

I commercianti i Todi, quelli che resistono, si chiedono alcune cose:
-c’è una strategia che regola i provvedimenti relativi al traffico e un programma per dare soluzioni (temporanee o definitive) al problema dei parcheggi?
-se una strategia c’è, perché non viene illustrata e magari anche discussa con la cittadinanza?
-se una strategia non c’è, possiamo sapere con quale criterio si procede? Alla giornata? Chi si alza primo decide? Ma non basta alzarsi presto la mattina, bisogna anche svegliarsi!
Il tempo delle manfrine è scaduto.

Gli operatori economici hanno diritto a certezze, perché ormai stanno lavorando sulle forze e molti di loro si chiedono se valga la pena continuare oppure andare via, spostarsi o chiudere del tutto.
Invece per chi ci governa sembra che la questione sia solo di vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.
Allora per favore il Sindaco risponda a una domanda: il bicchiere è mezzo vuoto perché l’altra metà se l’è scolata quello che ha preso la fantastica decisione di occupare uno spazio vitale come quello a lato del parcheggio di porta orvietana per piazzarci i mezzi della Gesenu?
Ma ci si rende conto che quello spazio è stato fino a oggi un polmone per garantire che eventi di grande richiamo potessero accogliere i mezzi di espositori, che ora (ammesso che verranno) dovranno necessariamente occupare altri spazi, sottraendoli ai visitatori?
Ma ci si rende conto dell’impatto estetico ( e magari anche “olfattivo”) di un deposito a fianco di un’opera che fra poco, alla fine dei restauri, sarà meta di visite turistiche?
Ma ci si ricorda l’enfasi di quando sono stati annunciati i lavori?  “il consolidamento ed il recupero della Portaccia segnano una tappa storica per la Città… l’Amministrazione comunale ha già realizzato interventi per oltre un milione di euro, che hanno consentito di recuperare una zona significativa della città”
Il Sindaco da tempo sta incontrando i cittadini in piccoli gruppetti, in circoli e circoletti, evitando il confronto aperto.
Questa linea è il classico e subdolo “divide et impera” oppure, più probabilmente, gli è stata consigliata dai suoi padrini politici, che hanno visto quanto sbrocca appena in un incontro pubblico qualcuno osa fargli domande semplici e chiare?

   
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