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Bruno Bertini
   
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bloccoministroComunicato stampa Blocco Studentesco - Todi.

"Ministro Fedeli: non sei la benvenuta", questa la frase sullo striscione esposto dal Blocco Studentesco stamani durante il sit-in di protesta contro l'arrivo in città del ministro dell’Istruzione.

“Questa mattina - afferma Nicola Mariotti, responsabile cittadino del Blocco Studentesco - il nostro movimento è sceso in piazza contro le folli politiche scolastiche portate avanti dall'attuale governo Gentiloni e dai suoi ministri, perfettamente in linea coi precedenti governi”.

“In particolare, oggi abbiamo voluto esprimere tutto il nostro dissenso nei confronti del ministro Valeria Fedeli. La nostra visione della scuola non può essere assolutamente in linea con quella del ministro - prosegue Mariotti - dato che il programma della Fedeli parla di “Buona Scuola”, educazione al gender e sfruttamento degli studenti tramite l'alternanza scuola-lavoro, imponendo un modello scolastico aziendale”.

“Senza dimenticare – continua Mariotti - i finanziamenti alla scuole private, mentre gli edifici pubblici cadono letteralmente a pezzi e non dispongono di fondi adeguati per il materiale. Anche qui le intenzioni della Fedeli e del governo sono chiare: la scuola pubblica va smantellata per dare spazio alle privatizzazioni”.

“Oltre agli studenti, anche gli insegnanti precari sono vittime di queste politiche, in quanto sono costretti ogni anno a cambiare scuola e addirittura regione. Non è questa la scuola che vogliamo - conclude Mariotti – e pertanto continueremo sempre a lottare al fianco degli studenti e a difendere il nostro diritto ad avere un futuro”.

Commenti   

#2 Filippo Linotti 2017-04-01 17:33
Se lo avessi saputo prima sarei andato anche io ad inveire contro questa maledetta losca figura.
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#1 CarlandreaCaprossini 2017-04-01 15:41
Se invece di pensare a queste caz..te dell'educazione gendere (che di fatto sfocia in un indirizzo politico) si pensasse a risolvere il problema della preparazione ai concorsi pubblici sarebbe molto meglio e più utile.
Infatti la scuola non fornisce più nozioni, mentre i concorsi pubblici sono perlopiù basati su quiz che prevedono risposte nozionistiche.
Quindi si decida: o si torna alle sane nozioni (che peraltro non mi sembra abbiano procurato danni visibili nella preparazione culturale delle vecchie generazioni) oppure si modifica il sistema di selezione nel pubblico impiego.
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